Sarà capitato anche a voi di vedere un luogo sui social che vi ispirava a pelle e di decidere di visitarlo? E’ quello che è successo a noi con l’oasi di Siwa, in Egitto. Dopo avere visto foto meravigliose di acque cristalline abbiamo deciso di andare a vedere con i nostri occhi! Abbiamo trovato un volo super economico per il Cairo e abbiamo cominciato a pianificare. Ma non sempre la realtà è come appare sui social. Vi spiego perché e se ne vale davvero la pena.
Dove si trova l’oasi di Siwa

Appena abbiamo cominciato a organizzare il viaggio ci siamo subito accorti di una cosa: l’oasi di Siwa è davvero lontana e difficile da raggiungere. Situata a 50 km dal confine con la Libia, Siwa si trova nel Governatorato di Matrouh, a circa 750 km dal Cairo. Impiegherete più o meno 8-9 ore di viaggio dal Cairo per raggiungerla.
Come raggiungere l’oasi di Siwa
Non solo l’oasi di Siwa è distante, ma le strade per raggiungerla sono anche piene di ceck point militari. Per questo motivo non è consigliabile noleggiare un’auto ed andare da soli. Vale la pena prenotare un transfer privato e raggiungere Siwa con un autista locale. Dal Cairo si viaggia in direzione nord-ovest verso Marsa Matrouh, per poi svoltare verso sud per gli ultimi 300 km circa su una strada asfaltata a due corsie che conduce a Siwa.
Tempi di viaggio

Dal Cairo a Marsa Matrouh impiegherete circa 4:40 h (440 km). Da Marsa Matrouh all’oasi di Siwa impiegherete circa 3:40 h (310 km). Si tratta di distanze importanti, che, se partite dal Cairo, vi rubano due interi giorni di viaggio. E’ possibile anche partire da Alessandria d’Egitto e il viaggio sarà più breve: circa 6:40 h (600 km).
Quando andare all’oasi di Siwa

In teoria, il periodo migliore per visitare l’Oasi di Siwa è durante l’autunno e la primavera, quando le temperature sono più miti. Durante l’estate, infatti, il caldo nel deserto egiziano può risultare davvero eccessivo. Se volete accorciare i tempi di viaggio, io vi consiglio di aspettare che le compagnie aeree comincino a vendere i biglietti per Marsa Matrouh e di visitare l’oasi di Siwa a maggio oppure a ottobre. Potreste atterrare a Marsa Matrouh, visitare Siwa e in seguito riposarvi qualche giorno al mare.
Consiglio extra: raggiungere l’oasi di Siwa da Marsa Matrouh

Marsa Matrouh è una località di mare egiziana affcciata sul mare Mediterraneo (non sul Mar Rosso). Per questo motivo i voli per questa località sono disponibili soltanto durante il periodo estivo. La Neos ad esempio propone voli diretti da Milano a partire da maggio a ottobre. Se tornassi indietro, raggiungerei senza alcun dubbio l’oasi di Siwa da Marsa Matrouh non dal Cairo. Già questo renderebbe il viaggio molto meno stressante e farebbe risparmiare tempo.
Noi abbiamo visitato l’oasi di Siwa nella prima metà di marzo partendo dal Cairo. Abbiamo trovato temperature buone, non era troppo caldo ed anzi era freschino per fare il bagno nei laghi salati e nelle fonti termali. Il periodo era quello del ramadam e questo può comportare un po’ di disagi. Comunque, per le ragioni che ho già spiegato vi consiglio di rischiare di trovare un po’ di caldo ma di andare a Siwa in maggio-giugno oppure in settembre-ottobre da Marsa Matrouh (eviterei luglio e agosto).
Quanti giorni servono per vedere l’oasi di Siwa

Per vedere Siwa con calma vi serviranno due giorni. Se partite dal Cairo sappiate che perderete altri due giorni interi per il viaggio. Il nostro viaggio alla scoperta dell’oasi di Siwa è durato in tutto 5 notti (prima notte al Cairo, 3 notti a Siwa, ultima notte al Cairo). Abbiamo dormito una notte al Cairo e siamo partiti per Siwa il giorno successivo verso le 13 dopo avere visitato il nuovo museo egizio (meraviglioso!). Abbiamo dormito 3 notti a Siwa e l’ultima notte prima del nostro rientro di nuovo al Cairo.
Potete prenotare l’escursione per Siwa di 3 o 4 giorni hotel inclusi partendo dal Cairo anche su app come Getyourguide o Viator: in questo caso vi verranno a prelevare direttamente dall’hotel il mattino prestissimo. Noi abbiamo preferito utilizzare il tour operator locale Sun Pyramids Tours. Lo conoscevo già perché è lo stesso t.o. con cui ho organizzato il mio viaggio in Egitto nel 2023. A proposito leggi Egitto classico: 10 cose da non perdere.
Cosa vedere nell’oasi di Siwa: le saline


L’oasi di Siwa è diventata celebre su instagram per i suoi laghi salati dall’acqua turchese in cui galleggiare senza peso come sul Mar Morto. Il paesaggio è davvero surreale: l’acqua appare di un azzurro intensissimo, contrastando con il sale bianco sul fondale. Ma qui sta l’inghippo, di cui nessuno vi parla chiaramente. Questi laghi salati si trovano all’interno di una miniera di sale in attività. Questo significa che mentre voi tentate di fare il bagno galleggiando sulle acque cristalline, passeranno delle ruspe, dei camion e poco lontano ci saranno operai al lavoro per estrarre il sale.
Questo toglie un po’ di poesia al paesaggio. I laghi salati si sono formati proprio grazie a questo processo di estrazione. L’uomo scava per estrarre il sale: dal fondale sgorgano sorgenti naturali che vanno a riempire le cavità scavate. Detto questo resta una esperienza particolare, che sono felice di avere fatto. Ma l’atmosfera non è così magica come può apparire sui social. Da sapere.
La fortezza di Shali


Uno dei luoghi più incredibili di Siwa è la fortezza di Shali, che offre una vista fantastica su tutta l’oasi. Si tratta di un’antica cittadella fortificata risalente al XIII secolo.La fortezza di Shali è stata realizzata con il karsheef, una miscela di sale, argilla e sassi. I mattoni sono stati modellati a mano e fatti asciugare al sole. Le pareti, spesse e senza grandi finestre, servivano a proteggere gli abitanti dal caldo e dal freddo. Il sale rendeva le case resistenti al clima secco, ma le indeboliva in caso di pioggia abbondante. Infatti nel 1926, dopo tre giorni e tre notti di pioggia intensa, le case di fango salato di Shali si sono letteralmente sciolte. Gli abitanti sono stati costretti a trasferirsi in nuove abitazioni nel villaggio centrale. Un luogo imperdibile ed estremamente affascinante.
Il deserto

Questa è stata la mia escursione preferita! Il deserto esercita sempre su di me un fascino ammaliante. L’esperienza nella jeep 4×4 è indimenticabile. Il deserto di Siwa è sabbioso, morbido e dorato, con dune alte più di 200 metri. Le guide beduine sono molto abili a guidare la jeep sfrecciando su e giù per le dune. Occhio se soffrite di nausea! Nel deserto si possono trovare anche antichi resti fossili. Verso l’ora del tramonto, quando tutto si tinge d’arancio, sarà anche possibile fare sandboarding. E per finire, berrete un tè in un’oasi dove si trova anche una sorgente termale in cui potrete immergervi. Ma la pozza non è così invitante e noi non ci siamo immersi. In compenso abbiamo assaggiato datteri buonissimi.

Leggete anche le nostre esperienze nel deserto in Marocco e in Giordania Marocco con bambini: itinerario nel deserto e Viaggio in Giordania: i luoghi da non perdere.
La montagna dei morti

Si tratta di una montagna nel cuore del deserto che ospita tombe millenarie scavate nella roccia. Se avete già visitato la Valle dei Re e delle Regine avrete già visto di meglio, ma resta un luogo affascinante. La maggior parte delle tombe risale a circa 2500 anni fa. All’interno delle tombe ci sono pitture parietali ben conservate.


Le sorgenti termali

La sorgente termale più famosa dell’oasi di Siwa è quella di Cleopatra. Si chiama così perché pare che proprio Cleopatra si sia immersa in questa pozza. Questo luogo è da vedere ma non mi ha fatto impazzire: la pozza non è affatto invitante, con acqua scura e freddina. Intorno ci sono negozietti e locali carini in cui fare una sosta. Niente di speciale. Vi sono anche altre sorgenti termali naturali a Siwa, nel deserto o all’interno di camping o ecolodge. Sicuramente meno turistiche.
Il Tempio di Amon

Si tratta di un tempio dedicato al dio Amon, la divinità solare che gli antichi egizi veneravano come signore dell’universo e padre dei faraoni. ll tempio era celebre in tutto il mondo antico per il suo oracolo, considerato uno dei più potenti e rispettati dopo quello di Delfi in Grecia. Qui si veniva da lontano per porre domande agli dei, ricevere consigli politici oppure conferme sul proprio destino. Anche Alessandro Magno è stato nel tempio nel 331 a.c. Oggi restano soltanto rovine suggestive su una collina rocciosa, da cui si gode una vista spettacolare sull’oasi e sui laghi.
Da dove ammirare tramonti bellissimi


Nell’oasi di Siwa potrete vedere bellissimi tramonti infuocati. E’ possibile vedere un bel tramonto dall’isola di Fatnas. Questa piccola oasi circondata dalle palme e affacciata su un lago salato offre bei panorami, con il sole che cala lentamente dietro la distesa del deserto. Ci sono dei bar sulla riva dove bere un succo di mango o un te’ mentre si ammira il panorama. Anche negli hotel o ecolodge sui laghi salati si possono vedere bei tramonti. Altro luogo da cui abbiamo assistito ad un bel tramonto su Siwa è stato il Monte Dakrur.
Dove dormire

Nell’oasi di Siwa troverete alloggi e ristoranti piuttosto local. Si può scegliere di alloggiare nella piccola cittadina di Siwa dove troverete sistemazioni piuttosto basiche. Per un’esperienza più autentica e romantica vi consiglio di dormire negli ecolodge che si affacciano sui laghi salati naturali (non sulle saline). Sui laghi si trovano alloggi con standard più elevati. Noi siamo andati nel periodo del Ramdam e al mattino non c’era mai nessuno a preparare la colazione. Così una mattina abbiamo deciso di andare noi in cucina a prenderci qualcosa…nonostante l’albergo fosse di buon livello la cucina era un incubo! Dire sporca è un grande complimento. Il contesto è povero: ci sono solo strade sterrate e in giro non vedrete mai una donna, solo uomini. L’oasi di Siwa è popolata da un mix di tribù berbere (tunisine) e libiche, che mantengono la propria lingua, il siwi.
Alla fine, ne valeva davvero la pena?

La risposta per me è si! Vale sempre la pena fare un viaggio in un contesto così diverso, scoprire una cultura nuova, conoscere luoghi e tradizioni così diverse da quelle a cui siamo abituati. Però non lasciatevi mai abbagliare da quello che vedete sui social. Informatevi. Sappiate che l’oasi di Siwa è remota e difficile da raggiungere. Cercate di arrivarci da Marsha Matrouh anziché dal Cairo. Mi sarebbe piaciuto moltissimo anche raggiungere il deserto bianco partendo da Siwa. Purtroppo però la strada nel deserto che collega Siwa all’oasi di Bahariya, al deserto bianco e all’oasi di Fayum non è percorribile in auto per ragioni di sicurezza. Dunque per arrivare al deserto bianco bisogna di nuovo ripercorrere la medesima strada a ritroso (da Siwa al Cairo passando per Marsa Matrouh). Peccato! La prossima volta che tornerò in Egitto andrò sicuramente a vedere il Deserto Bianco. Alla prossima avventura!

Se amate il Mar Rosso leggete anche il nostro articolo su Sharm: Immersioni e snorkeling a Sharm El Sheikh. E i bambini possono fare immersioni? Non perdetevi il nostro articolo Immersioni subacquee: anche i bambini fanno sub. Sempre sul Mar Rosso, leggete Marsa alam: tra immersioni deserto e mare. Sull’Egitto leggi: Egitto classico: 10 cose da non perdere.

