Ballenberg: visita al museo svizzero all’aperto

ballenberg costruzione

Il Ballenberg è il Museo Svizzero all’Aperto dedicato agli edifici tipici del nostro passato contadino, dove ogni regione è rappresentata. La sua creazione risale al 1978, quando su un terreno di Hofstetten bei Brienz, nell’Oberland bernese, vennero ricostruiti pezzo per pezzo 16 edifici. Il primo edificio? La casa contadina di Bonderlen (Adelboden BE). Nel 1996 si apre un’ulteriore finestra sulla vita rurale, con l’ingresso di oltre 200 animali da cortile e l’inaugurazione del Centro dell’artigianato del Ballenberg, dove si tengono interessanti corsi. Alcuni sono in loco (ad esempio le stelle di paglia) altri invece fuori sede, come la costruzione di sci e snowboard a Laax. Nel 1997 arriva il più antico edificio di tutti, la casa d’abitazione di Svitto risalente al 1336.

Il Ballenberg era nella lista dei desideri da molto tempo, ora avendolo visitato posso solo ribadire e confermare che è un museo assolutamente da vedere per la sua bellezza, per la unicità e straordinarietà del progetto che c’è dietro la realizzazione di questo museo. Già, perché ogni edificio che è stato trasferito al Ballenberg non poteva più essere conservato nella sua ubicazione originaria e rischiava di andare perduto per sempre.  Il centinaio di case d’abitazione e di edifici utilitari – stalle, fienili, cantine, lavatoi ecc. – provenienti da praticamente tutte le regioni della Svizzera, sono stati smontati e ricostruiti, le costruzioni sono raggruppate per settori regionali distribuiti sui 66 ettari del Museo.

La nostra esperienza al Ballenberg

Mestieri tradizionali

Il Museo Svizzero all’Aperto del Ballenberg è enorme e la visita richiede molto tempo. Nonostante gli abbiamo dedicato una giornata intera, entrando all’orario di apertura ed uscendo all’orario di chiusura, non siamo riusciti a visitarlo tutto! La sensazione che abbiamo provato camminando lungo i sentieri di questo museo all’aperto è stato come tornare realmente indietro nel tempo. Le cucine, i soggiorni, le stanze arredate tutte con oggetti originali dell’epoca in cui risale l’edificio ci hanno dato la possibilità di gettare uno sguardo sugli aspetti quotidiani della vita rurale, completati dagli orti, dai campi e dagli animali al pascolo.

Arrivati nel “cuore del museo”, ovvero diciamo al centro, troviamo una giostra storica mantenuta anch’essa originale come era una volta, io e mio figlio non resistiamo, saliamo e facciamo vari giri cavalcando tigri, leoni, cavalli, tutti in legno, dipinti e decorati… mentre giriamo nell’aria risuona una musica anch’essa che ricorda i tempi lontani. Poco più avanti troverete l’accarezzatoio, sì, avete letto bene, i bimbi potranno entrare in un recinto ed accarezzare delle caprette. Ovviamente nostro figlio non ha perso l’occasione ed è subito entrato. Sempre lì c’è anche un bel parco giochi, zona pic nic e tutta una zona in ombra dove potrete rilassarvi un pochino prima di rimettervi in marcia.

Il Ticino al Ballenberg

Utensili del passato

Nove sono le costruzioni ticinesi al Ballenberg. Solo una proviene dal Sottoceneri, ma può vantarsi di essere la costruzione più grande del museo, con oltre 50 stanze. Si tratta della Masseria di Novazzano, inaugurata nel 2003. Dalla Leventina arrivano ben tre edifici: la stalla-fienile in sasso di Pollegio (vicino a Biasca) e da Bodio un lavatoio tradizionale ed una forgia che serviva per la manutenzione e la riparazione degli attrezzi usati dai cavatori per il traforo del San Gottardo.

Da Prato Sornico in Val Lavizzara proviene un metato (ovvero una graa) che serviva all’essicazione delle castagne – perché in passato le castagne, assieme al pane e alla polenta, erano alla base dell’alimentazione contadina (qui il nostro articolo Autunno=castagne, portiamo i bambini nei boschi del Ticino). Malvaglia è rappresentata da una splendida abitazione in legno su due piani, così come in legno è la torba (è un granaio) di Campo Vallemaggia. C’è poi il complesso di tre case Cugnasco e la ricostruzione di alcune rascane, tipiche della Leventina e della Valle di Blenio. Sono delle alte rastrelliere dove in passato di mettevano i covoni messi a essiccare.

Visitare il Ballengerg: informazini utili

I tipici campanacci svizzeri

Abbiamo scelto di raggiungere il Ballenberg in auto. Se siete motorizzati ricordatevi che ci sono due accessi, ovest ed est, a che in entrambe le parti si trovano parcheggi a pagamento a sufficienza. In treno dovete arrivare fino a Brienz o a Brünig e poi proseguire in bus. Da Brienz vi portano all’entrata Ballenberg Ovest mentre da Brünig all’entrata Ballenberg Est. In bus, solo in estate, la linea dell’Hasliberg conduce da Brienz e da Brünig-Hasliberg direttamente al Museo del Ballenberg.

Nel corso della giornata al Ballenberg ci sono varie dimostrazioni di artigianato. Se state pianificando una visita potrete inserire sull’agenda del Museo la data in cui avete in programma di andare, per vedere gli orari e l’elenco delle dimostrazioni.  Noi abbiamo avuto il piacere di assistere a quella della tessitura e della segheria, e siamo stati molto felici di averlo fatto.

Riguardo i costi: mostrando la carta Raiffeisen MemberPlus l’ingresso è gratuito. In alternativa mostrando la Visitor Card avrete uno sconto del 20%.  

Ristorazione: in giro per il museo troverete vari punti di ristoro e bagni; ci sono anche 3 punti attrezzati dove poter organizzare un BBQ. Noi abbiamo optato per far una pausa pranzo grigliando.

Una splendida costruzione del Ballenberg

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