Perché avete deciso di visitare l’Uzbekistan? Inutile girarci intorno: se si pianifica un viaggio in Uzbekistan, lo si fa per vedere soprattutto Piazza Registan a Samarcanda. Questo immenso spiazzo, il cui nome significa letteralmente “luogo di sabbia”, è il punto in cui la Via della Seta tocca il suo apice visivo. Un tempo fulcro dell’impero di Tamerlano, era un caotico mix di mercati di spezie, proclamazioni reali ed esecuzioni pubbliche. E adesso? Oggi il Registan colpisce per la sua apparente e simmetrica perfezione geometrica. Affollatissimo, se volete risparmiare tempo, i biglietti potete acquistarli online sulla pagina ufficiale
I segreti delle tre madrasse del Registan

Le tre immense madrasse del Registan di Samarcanda sono state costruite a distanza di secoli l’una dall’altra e nascondono messaggi politici, sfide alla gravità e persino qualche “eresia” artistica. le madrasse erano università islamiche il Registan. Pur non essendo più attive, i monumenti di questa piazza restano un luogo storico di profondo rispetto culturale. Spalle e ginocchia coperte sono fortemente raccomandate per tutti.
1. La madrassa di Ulugh Beg: la scuola degli astronomi

Quella di Ulugh Beg è la madrassa più antica di piazza Registan a Samarcanda e fu costruita nel 15esimo secolo. E’ anche l’unica risalente all’epoca d’oro della dinastia timuride dedicata all’istruzione. La facciata è dominata da un imponente iwan centrale, incorniciato da due minareti e rivestito da mosaici in ceramica turchese e blu. L’edificio ha una pianta rettangolare con un ampio cortile interno aperto, circondato da celle per gli studenti. Quando venne completata, le altre due celebri madrasse che oggi ammiriamo – Sher-Dor e Tilya-Kori – non esistevano ancora.
Chi era Ulug Beg?

Ulugh Beg, da cui prende il nome la madrassa, non era un sovrano comune: era uno scienziato e uno dei più grandi astronomi del suo tempo. La sua scuola coranica di Piazza Registan a Samarcanda, non parla soltanto di potere o di religione, ma di stelle, matematica e conoscenza. Era anche il nipote di Tamerlano. Di lui si sa che era un sovrano che preferiva le stelle al trono. Era era talmente appassionato di astronomia che trascorreva più tempo a osservare il cielo che a occuparsi della politica e mentre altri regnanti investivano in fortezze e campagne militari, lui finanziava scuole, biblioteche e osservatori astronomici.
I dettagli da osservare durante la visita

La facciata monumentale colpisce immediatamente per le sue sfumature di blu, turchese e oro, ma se non fate attenzione, rischiate di perdervi i dettagli più interessanti. Osservate con attenzione i motivi geometrici che decorano il portale principale. Fra i mosaici vedrete infatti numerose stelle a otto, dieci e dodici punte inserite nei mosaici. Tra le decorazioni scorrono iscrizioni arabe che esaltano il valore della conoscenza – ovviamente ce l’ha detto la guida. La più famosa richiama un antico detto islamico: “La ricerca della conoscenza è un dovere per ogni uomo e ogni donna musulmani“.
2. La madrassa Sher-Dor: i leoni “proibiti” di Yalangtush Bakhodur

La madrassa Sher-Dor di Samarcanda è costruita esattamente di fronte a quella di Ulugh Beg. L’architetto di cui non si conosce il nome, ricevette l’ordine di creare una copia speculare che bilanciasse la piazza. Ma il committente, il governatore Yalangtush Bakhodur, gli chiese di spingersi oltre, sfidando i dogmi religiosi del tempo: inserire deli mosaici con leoni, per paragonare la propria potenza a quella del leone e del sole. Si racconta che l’architetto, consapevole di aver violato la legge religiosa per compiacere Yalangtush Bakhodur, si sia suicidato poco dopo il completamento per paura delle ripercussioni dei leader religiosi.
Chi era Yalangtush Bakhodur?

Yalangtush Bakhodur era il governatore militare di Samarcanda nel XVII secolo, che stava sotto il Khanato di Bukhara. Non era un sovrano indipendente, ma una figura molto influente con ampia autonomia locale. È noto soprattutto per aver promosso grandi opere architettoniche in Piazza Registan a Samarcanda, tra cui la Madrassa Sher-Dor e la Madrassa Tilya-Kori. Con questi progetti cercò di rafforzare il prestigio della città e di richiamare la grandezza dell’epoca timuride, ormai passata.
I dettagli da osservare durante la visita

L’arte islamica ortodossa vieta la raffigurazione di esseri viventi. Eppure, sulla facciata della Sher-Dor spiccano due enormi felini (assomigliano a tigri, anche se Sher-Dor significa “dei leoni”) che cacciano dei cervi, sovrastati da un sole con sembianze umane – anche questo proibito. Quello che colpisce è il contrasto fra il grande iwan monumentale (l’ingresso) e il cortile interno – che è semplice e funzionale, come si conviene ad un’istituzione scolastica.
3. La madrassa Tilya-Kori: l’illusione ottica d’oro

Tilya-Kori (che letteralmente significa “rivestita d’oro“ è la terza e ultima madrassa di piazza Registan a Samarcanda. Fu costruita tra il 1646 e il 1660 per ordine di Yalangtush Bahadur (di nuovo!) e chiude il lato nord della piazza. Questa struttura non nacque solo come scuola coranica ma divenne anche la Moschea Venerdì, la principale della città. Tutto questo per evitare che i fedeli dovessero spostarsi fino alla vicina moschea di Bibi-Khanum, che allora era pericolante.
Un trucco da scenografo per la piazza più bella del mondo

Se guardate le altre due madrasse della piazza, noterete che sono massicce, squadrate e un po’ “chiuse”. Se l’architetto della Tilya-Kori avesse usato la stessa forma, il Registan sarebbe sembrato soffocante, quasi come un vicolo cieco. E allora, qual è stata la genialità? Si è deciso di allungare la facciata. Ai lati del gigantesco portale d’ingresso sono state create due lunghe ali a due piani, piene di archi aperti che lasciano respirare la struttura e funzionano come una vera e propria scenografia teatrale. Allarga visivamente lo spazio della piazza e sembra unire in un abbraccio tutti i monumenti del Registan.
I dettagli da osservare durante la visita

Entrate nella sala della moschea e posizionatevi nel centro esatto della stanza. Adesso guardate in alto, verso la cupola. Vi sembrerà una semisfera altissima e profonda. Bene, è un’illusione ottica. In realtà, il soffitto è quasi completamente piatto. Gli artigiani del tempo hanno dipinto i motivi concentrici in foglia d’oro e blu con una prospettiva così millimetrica da ingannare totalmente l’occhio umano. Questa tecnica particolare si chiama Kundal.
La piazza Registan di Samarcanda di notte da fare

Se di giorno la piazza Registan di Samarcanda toglie il fiato per la sua imponenza, di notte si trasforma in una scenografia da “Mille e una Notte”. Solo questa vista da sola vale in viaggio in Uzbekistan. Davvero! Quando il sole tramonta dietro le cupole turchesi, l’atmosfera cambia completamente: il trambusto dei turisti svanisce e le tre madrasse si accendono, letteralmente. E’ lo spettacolo “sound & light”. Improvvisamente si accendono e diventano lo schermo di proiezioni 3D che raccontano la Via della Seta, accompagnate da musiche tradizionali uzbeke.
Informazioni pratiche per lo spettacolo “sound & light”

Pronti per lo spettacolo? Informatevi sull’orario di inizio. A maggio era alle 21.00. Andate al Registan per tempo (oppure cenate in zona come abbiamo fatto noi) e sedetevi semplicemente sulle gradinate rialzate dietro la recinzione principale. Avrete una visuale perfetta. Qui non dovete pagare nulla. Non è necessario acquistare un biglietto e entrare nella piazza, non lo fa quasi nessuno. Da questa balconata la visuale è la stessa, e anche se siete basse (tre di noi lo sono) vedrete benissimo.

