Cosa vedere a Bukhara in due giorni

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C’era una volta, lungo la via della Seta, una città oasi che era famosa per la sua mente, piuttosto che per le sue ricchezze, o i suoi tappeti e le spezie profumate. Questa era Bukhara, la città “colta” dell’Uzbekistan. A Bukhara hanno studiato e vissuto i più grandi scienziati, filosofi e poeti del mondo islamico. Qui si trovava la biblioteca più grande e ricca dell’Asia Centrale e nel suo periodo di massimo splendore c’erano oltre 250 madrasse (le antiche università religiose e scientifiche) e centinaia di moschee! Immaginatevi quindi Bukhara come una gigantesca città universitaria del Medioevo, dove studenti da ogni angolo dell’Asia arrivavano per studiare astronomia, matematica, medicina e letteratura. E’ una tappa fondamentale del vostro viaggio in Uzbekistan e in questo post vi diciamo cosa vedere a Bukhara e perché rimanere almeno due giorni.

Cosa vedere a Bukhara, la perla dell’Uzbekistan

Bukhara

Se guardiamo a Bukhara dal punto di vista dell’estensione urbana e dell’impatto visivo, il contrasto tra il nucleo medievale e l’espansione sovietica (e post-sovietica) è nettissimo. Bukhara si estende oggi per circa 73 km2. La parte sovietica e moderna occupa il 97% della superficie urbana mentre il centro UNESCO il 3%. In questo post vi parliamo principalmente di questa minuscola parte, quella che in passato stava all’interno delle mura. Lo facciamo raccontandovi cosa c’è da fare e vedere nella parte storica di Bukhara, descrivendovela quartiere per quartiere. Da sapere: i quartieri li abbiamo inventati noi, per comodità.

1. Lyabi-Hauz, il cuore di Bukhara

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Lyabi-Hauz, il khanqah di Nadir Divan-Begi

Il nostro primo impatto con Bukhara è stato Lyabi-Hauz, il centro più vivo della città. Si tratta di una piazza costruita attorno a una grande vasca (hauz) risalente al 1620, un tempo fondamentale per la vita cittadina. Se fa caldo, è il posto giusto dove fermarsi a bere qualcosa, all’ombra degli alberi di gelso secolari. Come contorno trovate due madrasse (la madrassa di Nadir Divan-Begi e la madrassa Kukeldash), diverse case da tè e ristoranti, la statua di Nasreddin e negozietti che vendono souvenir. Di sera è un incanto, con le sue luci soffuse, i tavolini all’aperto e spesso anche musicisti.

La madrassa di Nadir Divan-Begi

Madrassa di Nadir Divan-Begi

Sul lato est di Lyabi-Hauz trovate la madrassa di Nadir Divan-Begi, uno degli edifici più celebri e fotografati dell’Uzbekistan. Le leggi islamiche vietano di raffigurare esseri viventi, sia a persone che animali. Nel portale d’ingresso di questa madrassa sono rappresentati due enormi uccelli fantastici che volano verso il sole. Come se non bastasse, il sole ha occhi e bocca. Decisamente rivoluzionaria! Proprio di fronte, sul lato ovest, c’è il khanqah di Nadir Divan-begi, Il khanqah era un ospizio/monastero destinato ai dervisci itineranti, dove potevano alloggiare, riposare e riunirsi per le loro cerimonie e meditazioni.

La Madrassa Kukeldash

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L’entrata della Madrassa Kukeldash

Su lato nord di Lyabi-Hauz invece trovate la Madrassa Kukeldash, che è anche la madrassa più grande di tutta Bukhara. Kukeldash significa “fratello di latte”. Non è più in funzione. Pensate che sui suoi due piani si trovavano 160 camere (hujra) per gli studenti ed gli insegnanti, e non erano certo camere singole. Alcune di queste hujra oggi sono trasformate in botteghe artigiane, atelier o piccoli spazi espositivi. Puoi vedere e acquistare tappeti, miniature, ricami suzani, calligrafia e lavorazioni tradizionali uzbeke. Pensiamo di aver visto i più bei suzani di tutto il viaggio, però a prezzi proibitivi: 400 euro per una tovaglia.

La statua di Khoja Nasreddin

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Khoja Nasreddin

Cosa altro c’è da vedere a Lyabi-Hauz a Bukhara? La statua in bronzo che raffigura un uomo a cavallo di un asino mentre saluta sorridente. Si tratta di Khoja Nasreddin, un personaggio leggendario del folklore mediorientale. Nasreddin è una sorta di “folle saggio”, protagonista di centinaia di racconti divertentissimi e al contempo morali. È tradizione dei viaggiatori locali fare una foto accanto a lui toccando la staffa o l’asino come portafortuna, e infatti c’è sempre la fila (anche alle 7 del mattino).

2. Mahalla, il quartiere ebraico

Una decorazione vista nella Malhalla

C’era un tempo in cui la comunità ebraica di Bukhara era una delle più importanti dell’Asia Centrale. Il quartiere dove abitavano gli ebrei si trova a sud-ovest di Lyabi-Hauz. Storicamente il quartiere ebraico era chiamato “Mahalla-yi Yahudiyon”, ora semplicemente Mahalla. Non si capisce subito di esserci entrati fino a quando non ci si trova davanti al portone della siunagoga. L’architettura è la stessa, ma è più tranquillo del resto della città vecchia. I tre vicoli principali che lo compongono sono Sarrafon Street, Mekhtar Anbar Street e Khakikat Street. Oltre alla sinagoga, trovate anche antiche case mercantili e piccole guesthouse.

Grand Nodirbek Boutique Hotel

Uno dei cortili del Grand Nodirbek Boutique Hotel

Nel cuore del quartiere ebraico storico di Bukhara, il Grand Nodirbek Boutique Hotel è un complesso formato da più edifici storici collegati tra loro, sviluppati attorno a diversi cortili interni. Erano tutte antiche case mercantili di ebrei Bukhariani. Non ve lo consigliamo per dormirci (ma solo perché non ci siamo state) ma per i suoi cortili silenziosi, e soprattutto per il suo piccolo museo sotterraneo. Si trova in una scantinato e nel corso della breve visita guidata vedrete fotografie e oggetti quotidiani che raccontano la vita della comunità ebraica che per secoli abitò queste strade. Guardate inoltre il menu del ristorante: specialità uzbeche-ebraiche.

La sinagoga di Bukhara

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Se volete vedere la sinagoga di Bukhara andate al 20 di Sarrafon Street. Praticamente siete a pochissimi passi dal Grand Nodirbek Boutique Hotel. Ve lo diciamo subito: non abbiamo trovato online orari di apertura, ma solo indicazioni del giorno di chiusura, il sabato. Siamo andate alla sinagoga con l’intenzione di visitarla un martedì in tarda mattinata e il portone era chiuso. Nessuna informazione. Abbiamo chiesto negli edifici vicini: nulla. Solo uno ha azzardato a dirci di tornare alle 20.00. Beh, non siamo riuscite a visitarla.

3. Il quartiere delle cupole bazar

Uno dei mercati con le cupole

Se c’è una cosa che tutti devono vedere a Bukhara sono i vecchi mercati. Questo quartiere pieno di cupole era la zona dei mercanti della via della seta. E di mercati ce ne sono tre: Toqi Zargaron, Toqi Telpak Furushon e Toqi Sarrofon. Erano mercati coperti con ampi passaggi e sormontati da cupole. Ogni cupola era specializzata in un commercio diverso: tessuti, gioielli, cappelli, cambiavalute e così via. In passato gli hammam si trovavano nei pressi dei mercati, ed uno è ancora in funzione, per i turisti. E’ l’hammam Bozori Kord, vicino alla cupola del Toki Telpak Furushon. Se vi interessa l’esperienza, passate a prenotare e informatevi sugli orari – maschili e femminili.

Toqi Zargaron e Toqi Telpak Furushon

Il piu grande bazar coperto di Bukhara è Toqi Zargaron. Questo nome significa “mercato dei gioiellieri” e infatti, nel XVI secolo, era il centro della lavorazione e vendita di oro, argento e pietre preziose lungo la Via della Seta. Oggi ospita soprattutto negozi di tappeti, tessuti, gioielli tradizionali, spezie e ovviamente souvenir. Toqi Telpak Furushon si trova a pochi metri di distanza. Il suo nome significa “mercato dei venditori di copricapi” e, in origine, qui si commerciavano turbanti, colbacchi, cappelli di pelliccia e copricapi di ogni genere. Oggi il mercato vende soprattutto miniature, ricami suzani, e coltelli e forbici tradizionali. Le forbici a forma di cicogna sono splendide.

Toqi Sarrofon

La cupola del Toqi Sarrofon

A testimonianza dell’economia storica della città, ecco il Toqi Sarrofon. A differenza degli altri due bazar coperti, qui in passato non si vendevano merci ma denaro. Già, perché i Sarrofon erano dei cambiavalute. Questi operatori finanziari gestivano il cambio di monete provenienti da Persia, India, Russia e dalle città della Via della Seta. E adesso? Si vendono tante cose, fra cui repliche di monete antiche e, soprattutto, splendide miniature dipinte a mano.

4. Po-i-Kalyan: il quartiere delle grandi madrasse

Una delle antiche cupole turchesi

Cosa vedere a Bukhara subito dopo i mercati? Il quartiere con il complesso di Pol-i-Kalian, che è forse la parte più iconica della città. Lo compongono tre elementi principali: l’altissimo minareto Kalyan, la moschea Kalyan e la madrassa Mir-i-Arab. Il nome Pol-i-Kalian significa letteralmente “al piede del grande”, ed è stato dato in riferimento al minareto che domina la piazza. Qui si percepisce davvero la Bukhara della via della seta: le cupole turchesi e i mattoni color sabbia. L’atmosfera che si respira è monumentale, e se vi capita di arrivarci all’alba o al tramonto, decisamente instagrammabile.

Moschea Kalyan

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Il padiglione ottagonale al centro del cortile della moschea Kalyan

La moschea Kalyan ci ha ammaliato, per la sua grandezza e i suoi colori. Ha un ampio cortile centrale circondato da gallerie sormontate da ben 288 cupole minori sorrette da 208 colonne. Ce l’ha raccontato la guida, non abbiamo contato. E’ una delle più grandi moschee dell’Asia centrale e può ospitare migliaia fino a 12’000 fedeli. In Uzbekistan, solo quella di Samarcanda è più grande. La moschea Kalyan è un luogo di culto attivo e per questo motivo è richiesto un abbigliamento rispettoso per entrare, ovvero spalle e ginocchia coperte. Per le donne è consigliato un velo o un foulard per coprire i capelli, ma non è obbligatorio. In ogni caso, qualsiasi cosa vi dovesse servire (e non l’avete), ve la prestano.

Minareto Kalyan

Il minareto Kalyan

Attorno a questo minareto ci sono tante storie, alcune vere, altre forse false, tutte interessanti. La più interessante è quella legata a da Gengis Khan. Quando nel 1220 arrivò a Bukhara, guardò verso l’alto per vedere la cima del Minareto Kalyan e l’elmo gli cadde dalla testa. Dovendosi chinare per raccoglierlo, disse: «Non mi sono mai inchinato davanti a nessuno, ma questo edificio è così grandioso che merita un inchino». Ordinò così ai suoi soldati di non toccarlo, mentre distrusse quasi tutta Bukhara. In passato questo minareto è stato usato come luogo di esecuzione capitale (i condannati venivano semplicemente gettati giù dalla torre) e come faro nel deserto per le carovane.

Madrassa Mir-i-Arab

La facciata della madrassa Miri-Arab

Di fronte alla moschea Kalyan sorge la splendida madrassa Miri-Arab. Venne costruita nel XVI secolo dallo sceicco Abdullah Yamani (detto Mir-i-Arab, il “Principe degli Arabi”) e finanziata dal sovrano Ubaidullah Khan, che vendette come schiavi più di tremila prigionieri persiani per raccogliere il denaro per la sua construzione. La madrassa Miri-Arab resistette persino all’URSS rimase attiva come scuola coranica. Dal 1945 fino alla fine degli anni ’80, la Miri-Arab rimase l’unica madrasa pienamente attiva e autorizzata a formare il clero islamico (imam e muftì) in tutta l’Unione Sovietica, quando ogni forma di religione era proibita.

5. La cittadella dell’Ark e piazza Registan

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Le mura dell’Ark

L’Ark è la struttura più antica di Bukhara. Le sue origini risalgono al V secolo d.C. e per quasi 1500 anni è stata la residenza fortificata dei sovrani di Bukhara, ovvero gli Emiri. L’Ark non un semplice palazzo reale, ma un centro di potere autonomo che ospitava circa 3.000 persone. All’interno delle sue spesse mura si trovavano la corte dell’Emiro, la moschea, il cortile delle incoronazioni, le caserme, la zecca dello stato, magazzini, officine e le prigioni. Assediata più volte, questa fortezza ha resistito a tutto e tutti, compreso l’assedio di Gengis Khan. Poi nel 1920, arrivò l’Armata Rossa bolscevica e non ci fu nulla da fare. Il generale Frunze la bombardò e ne distrusse circa l’ottanta per cento. Se la visitate ora, noterete che i lavori di restauro sono work in progress. Ma quindi cosa c’è da vedere nell’Ark di Bukhara?

L’ingresso principale e le mura dell’Ark

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Il monumentale portone d’ingresso

La parte più impressionante che rimane dell’Ark, sono le sue imponenti e insolite mura perimetrali e l’ingresso maestoso. Costruita su una collina, con le sue mura dalle forme ondulate alte fino a 20 metri, ci ha stupite. Sono fatte principalmente di mattoni di fango ed argilla cotti al sole. L’ingresso principale è l’elemento architettonico più scenografico. E’ affiancato da due torri cilindriche collegate da una galleria superiore, con una terrazza lignea da cui gli Emiri assistevano alle esecuzioni o parlavano al popolo nella sottostante piazza Registan.

La Moschea Juma (Moschea del Venerdì)

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La piccola moschea dell’Ark

Tra le tante cose da vedere all’interno dell’Ark, di veramente interessante, dopo l’ingresso, abbiamo trovato solo la moschea del venerdì. Forse perché è una delle strutture meglio conservate dopo i bombardamenti del 1920. Il porticato esterno (iwan) sorretto da altissime colonne in legno di pioppo è davvero magnifico. Vi consigliamo di entrare per ammirare i bei soffitti lignei, che sono decorati con motivi geometrici e floreali dai colori vivaci (oro, verde e rosso). Un altro motivo è quello di ammirare la piccola collezione di manoscritti storici e calligrafia coranica.

Il cortile delle incoronazioni

Dentro il cortile delle Incoronazioni

Il secondo luogo interessante dell Ark di Bukhara è il cortile delle incoronazioni. Si tratta di un grande cortile a cielo aperto, circondato da alti muri di mattoni, dominato su un lato da un sontuoso iwan (porticato). L’elemento più importante del cortile è il trono dell’Emiro. E’ fatto in marmo grigio-bianco di Nurata ed è finemente scolpito. Da qui l’Emiro riceveva gli ambasciatori stranieri, i governatori delle province e prendeva le decisioni più importanti dello Stato. Una curiosità: dietro le mura del cortile si trovavano i magazzini segreti dove l’Emiro custodiva il tesoro dello Stato, i regali preziosi dei sovrani stranieri e le tasse riscosse.

Moschea Bolo Hauz

All’interno della moschea Bolo Hauz

La Moschea Bolo Hauz si trova di fronte alla fortezza dell’Ark. La riconoscete per le 20 colonne lignee che reggono un soffitto riccamente decorato e si specchiano nel grande bacino d’acqua centrale. Il suo soprannome è quello di “moschea delle 40 colonne”. Questa moschea era frequentata dall’Emiro di Bukhara, apparentemente, per mostrarsi più vicino al suo popolo. Questo nonostante avesse la sua moschea privata nell’Ark. La distanza tra la porta della fortezza e la moschea è di poche centinaia di metri, e per l’emiro veniva steso un lunghissimo tappeto rosso, così che non toccasse la polvere della piazza. Questo permetteva al popolo di vederlo in tutta la sua maestosità, trasformando la preghiera del venerdì in una parata che riaffermava la sua autorità.

6. La zona sacra di Chor Minor

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Andando verso il Chor Minor

Il Chor Minor non si trova nelle grandi piazze monumentali di Bukhara, ma è nascosto tra i vicoli di un antico quartiere residenziale. Questa zona, più periferica e tranquilla, è l’ideale per passeggiare e immergersi nella vita quotidiana locale. L’atmosfera è rilassata, quasi da villaggio. L’abbiamo trovato per caso, andando verso la Bukhara sovietica e chiedendoci perché dal nulla uscissero comitive di turisti. E quindi siamo entrate nei vicoli da dove uscivano gli altri, e quando ad un angolo vedevano arrivare dei turisti, proseguivamo a ritroso la loro strada. Poi all’improvviso, davanti a noi ecco un paio di bar, dei negozietti e una cosa che a Bukhara non ci aspettavamo di vedere: il Chor Minor, nel suo splendore.

Il Chor Minor

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L’esterno del Chor Minor

Chor Minor significa “Quattro Minareti” in lingua tagika ed è uno degli edifici più particolari della città: un edificio quadrato con quattro torrette azzurre. A differenza delle grandi e imponenti moschee della città, il Chor Minor colpisce per le sue dimensioni ridotte e per la sua forma unica. Ma cosa è? Non una moschea. Era il padiglione d’ingresso di una grande madrasa oggi andata distrutta. Le sue quattro torri non sono minareti ma hanno un profondo significato simbolico. Il costruttore volle lanciare un messaggio di unità. Per questo, ogni torre ha decorazioni diverse che richiamano i simboli delle quattro grandi religioni del mondo: Islam, Cristianesimo, Buddismo, Zoroastrismo.

7. Il quartiere di Chashma-Ayub e la leggenda di Giobbe

Il mercato vicino a Chashma-Ayub

Chashma-Ayub, prima di essere un quartiere, è un’oasi di pace e spiritualità a Bukhara. Si trova fuori dalla città vecchia, all’interno di un parco, il Samonids Park e vicino ad un vivace mercato. È una zona interessante perché mostra una Bukhara più locale e meno “da cartolina”. L’atmosfera è tranquilla e contemplativa, con meno gruppi turistici e più vita quotidiana. Vengono fino a qui principalmente famiglie in cerca di relax oppure gruppi di pellegrini in visita ad una leggendaria sorgente miracolosa del mausoleo di Giobbe.

Mausoleo di Chashma-Ayub

Il mausoleo di Giobbe

Secondo la tradizione, il profeta Giobbe (Ayub) attraversò Bukhara durante un periodo di siccità. Colpendo il terreno con il bastone fece sgorgare una sorgente d’acqua. Questa leggenda è importante perché collega le tre religioni monoteiste: cristianesimo, ebraismo e islam. Qui è stato costruito il mausoleo di Chashma-Ayub, con la sua cupola conica rara in Uzbekistan. L’acqua della sorgente miracolosa di Giobbe scorre ancora ed è potabile e purissima. Sgorga da una fontanella ed è usuale bagnarsi il visto o berne un sorso, come auspicio.

Mausoleo di Ismail Samani

Il Mausoleo di Ismail Samani

Vicino al mausoleo di Giobbe si trova il Mausoleo di Ismail Samani . Risale al X secolo ed è uno dei monumenti in mattoni cotti più antichi e importanti di tutta l’Asia Centrale. L cosa più stupefacente è che questo mausoleo è sopravvissuto alle invasioni di Gengis Khan. Sapete perché? Fu fortuna nella sfortuna. L’anno precedente l’invasione mongola, il mausoleo era stato sepolto dal fango di un’alluvione, scomparendo così alla vista dei distruttori.

Visitare Bukhara, consigli pratici

L’entrata dell’hammam Bozori Kord

Bukhara è una di quelle città che bisogna capire, e per farlo è meglio avere un guida. Tramite Civitatis potete prenotare un tour con una guida che parla italiano. Ne vale davvero a pena! Calcolate un giorno completo per vedere con calma i monumenti principali (Poi Kalyan, l’Ark, Chor Minor, Bolo Hauz) e uno per fare acquisti nei bazar. Bukhara è il posto migliore in Uzbekistan per comprare artigianato: ricami, tappeti, gioielli, abiti tradizionali, coltelli, forbici, ceramiche e spezie.

Un’altra cosa che puoi fare è l’hamman. In città ce ne sono almeno tre: Bozori Kord, Shahriston e Kunjak. Bozori Kord offre poca privacy e gruppi di turisti che scattano foto. Noi siamo stati alla Shariston e siamo state abbastanza contente. Riguardo gli acquisti: Bukhara è il posto migliore in Uzbekistan per comprare artigianato.

Bukhara con i bambini, cosa fare?

La ruota panoramica al Samonids Recreation Park

Premesso che fra i luoghi che abbiamo visitato Bukhara è quella secondo noi meno adatta a chi ha bambini piccoli. Abbiamo solo tre suggerimenti. Nella città vecchia potete visitare il laboratorio/negozio di marionette gestito da un maestro burattinaio. I proprietari vi spiegano come nascono le marionette e come muoverle. Ovviamente potete acquistarne una. In Piazza Registan, davanti all’Ark, i bambini possono noleggiare delle macchinine elettriche e girare per la piazza.

Il terzo suggerimento è quello di andare al Samonids Recreation Park, vicino all’antico Mausoleo dei Samanidi. È un’area molto amata dalle famiglie locali dove si trova un piccolo luna park con giostre vecchio stile, macchinine elettriche da guidare, tappeti elastici e strutture gonfiabili su cui saltare. La ruota panoramica da cui si può vedere tutta la città è molto vintage, ma ha il suo fascino. Al laghetto è possibile noleggiare dei pedalò.

Dove dormire e mangiare a Bukhara

Vi serve un posto dove dormire e una breve lista di ristoranti (un po’ lussuosi) dove mangiare bene a Bukhara? Cominciamo dall’hotel. Noi ci siamo innamorate del Marhaba Madrasah Boutique Hotel ricavato da una madrassa del 15-16 secolo. Si trova in Xuja Porso medrese 8 – in una traversa a 3 minuti a piedi da Lyabi-Hauz, e da fuori ci ha lasciato perplesse, forse perchè la via è un po’ malmessa. Dentro è un’oasi di pace e bellezza. Le camere sono piccole (erano quelle dove stavano gli studenti) ma assolutamente invitanti, uno splendido giardino centrale e un’ottima colazione.

Ayvan è considerato il migliore di Bukhara: spettacolare, ottimo cibo internazionale, non Uzbeko. Per contro, all’Afsona abbiamo mangiato benissimo (e uzbeko) e bevuto del buon vino. Plov e spiedini? Promossi. Altro nome che vale: Zargaron. Cibo delizioso e una terrazza davvero panoramica su una cupola azzurra. Andateci a pranzo oppure al tramonto. I samsa sono il top! Infine vi consigliamo Saffron, che si trova all’interno del Mercure. Il ristorante in se è piuttosto freddino/bruttino, ma si mangia bene. Abbiamo mangiato una specie di pita-pizza con sopra formaggio e carne macinata buonissima.

Da Bukhara a Samarcanda, escursione nel deserto con pernottamento in yurta

Il villaggio delle Yurte

Dopo Bukhara ci siamo dirette a Samarcanda, ma con una deviazione. Ci siamo lasciate alle spalle le maioliche splendenti delle città della Via della Seta per entrare in quella distesa selvaggia che è il deserto del Kizilkum. La sosta ideale a metà percorso, prima di entrare nel deserto, è stata Nurata. In questa cittadina ricca di storia abbiamo visitato i resti della fortezza di Alessandro Magno, abbarbicata sulla roccia, e una moschea di profonda spiritualità locale.

La notte l’abbiamo trascorsa in un campo di yurte tradizionale tra le dune. Abbiamo ammirato uno splendido tramonto infuocato, cenato malissimo al campo, ascoltato i canti dei nomadi kazaki intorno al fuoco, e ammirato un incredibile cielo stellato. Ci siamo anche concesse una sosta sulle rive del suggestivo Lago Aidarkul, dall’acqua fresca e limpidissima. Abbiamo preso il sole sulle sue sponde sabbiose e riso delle palme finte posizionate lungo la riva. Poi ci siamo rimesse in viaggio verso Samarcanda. Se vi interessa un Tour privato di 2 giorni nel deserto del Kizilkum, lo potete prenotare su Civitatis.

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