Non capita spesso di entrare in una grotta e trovarsi davanti a mulini ad acqua ancora perfettamente conservati e funzionanti. Vuoi sapere dove è possibile? A Le Locle, un minuscolo paesino nel Canton Neuchâtel, praticamente sul confine fra Svizzera e Francia. I mulini sotterranei sono quelli del Col des Roches. Il mix fra natura (sotto terra) e ingegneria umana è incredibile. Trascurato per parecchio tempo, il complesso dei mulini sotterranei di Le Locle è ora stato restaurato e si può visitare in sicurezza. L’impressione? Di aver messo piede in un altro tempo. Precisamente: il tempo in cui l’ingegno serviva non a semplificare la vita, ma a renderla possibile.
La sorprendente storia dei mulini sotterranei di Le Locle

Adesso vi spiego. A prima vista, costruire un mulino dentro una grotta può sembrare una follia. Ma se ci si trova in una valle dove i corsi d’acqua scompaiono nel sottosuolo e l’inverno è lungo e rigido, l’idea inizia a sembrare molto più sensata. Le Locle si trova vicinissimo a La Brévine, la Siberia svizzera. Proprio il luogo dove nel 1987 è stata misurata la temperatura più rigida di sempre in tutta la Svizzera: -41,8 gradi centigradi. Consci del freddo, nel XVII secolo quindi gli abitanti di Le Locle hanno seguito l’acqua dove scorreva davvero, cioè dentro la montagna. E lì, sfruttando una sorgente naturale, hanno costruito un singolare complesso di mulini sotterranei, protetti dalla roccia e alimentati da una forza idraulica costante.
Le Locle: un mondo sotto la roccia

Ma i mulini sotterranei di Le Locle sono ancora funzionanti? No, da un po’ di tempo. Però sono stati restaurati e il complesso è un museo visitabile. Entriamo e come soci Raiffeisen MemberPlus non paghiamo nulla. Ci sono visite guidate in tedesco o francese, ma a noi danno l’audioguida in italiano, gratuitamente. Siamo arrivati da Neuchatel, dove abbiamo pernottato, e quindi con la tessera visitatori, anche il viaggio in treno fino a Le Locle è stato a costo 0. I mulini veri e propri si trovano sotto terra, all’interno di un edificio: fa freddo, è umido e cade anche qualche gocciolina d’acqua, forse è perché fuori sta piovendo. Al pianterreno e al piano superiore invece c’è la parte museale “didattica”. Entrambi gli aspetti sono interessanti.
Farina, olio, pelli, legname


Appena entrati noi scendiamo subito sottoterra. L’itinerario conduce attraverso passerelle illuminate, tra cascate sotterranee, ruote in movimento e ambienti scavati nella pietra. Camminando tra le gallerie scolpite nella pietra, scopriamo che questi mulini non servivano solo a macinare il grano. Mentre alcuni erano destinati alla produzione di farina, altri venivano usati per spremere olio da semi come lino e noci – non certo olive. A tratti, si trovavano persino segherie o spazi per lavorare le pelli. Era un piccolo mondo sotterraneo in piena attività, alimentato solo dalla forza dell’acqua. Sappi che i pavimenti sono irregolari e sono state installate scalette di ferro. I cunicoli non sempre sono ben illuminati e a volte sono un po’ stretti. Ci sono spiazzi più larghi ogni pochi metri ma se soffri di claustrofobia potresti avere problemi. Prova a entrare nelle prime due sale e se ti senti mancare il respiro, torna indietro.
Il museo dei Mulini di Le Locle

Prima (o dopo) la discesa nelle gallerie, vale la pena soffermarsi al museo dei mulini sotterranei di Le Locle. Si trova al primo piano del complesso. Ogni sala illustra un aspetto dell’evoluzione tecnologica e del lavoro artigianale nella regione. Qui si trova la parte più didattica e interpretativa della visita, pensata per far capire come funzionavano i mulini e quale ruolo ebbero nello sviluppo economico della regione. Troverai modelli in scala e animazioni interattive. Imparerai tutto sul percorso dell’acqua, la trasmissione del movimento e la varietà delle attività che si svolgevano nei mulini. Per i più piccoli c’è una postazione dove azionare mini-ruote idrauliche e scoprire come la forza dell’acqua può spostare oggetti, segare un piccolo tronchetto o far girare una ruota di pietra. È una parte del museo pensata per imparare facendo, che ci è piaciuta molto.
Informazioni utili per visitare i mulini sotterranei di Le Locle

Vuoi visitare i mulini sotterranei di Le Locle? Ecco quello che devi sapere. Sono aperti da aprile a novembre, mentre in inverno sono chiusi. La visita dura 60-90 minuti e la temperatura interna è di 7–10 °C tutto l’anno. Portati una giacca o un maglione! Se viaggi con i mezzi pubblici, una volta arrivata alla stazione di Le Locle, prendi la piccola funicolare gratuita che ti porta al paese poi da lì c’è un autopostale che ferma ai mulini. Organizzati bene consultando il sito www.ffs.ch , perché non ce ne sono molti. In alternativa puoi andarci a piedi, sono 2 chilometri, tutti pianeggianti. Se sei in auto, c’è un parcheggio davvero ampio. E il costo? Qui trovate i prezzi aggiornati. Sulla pagina ufficiale non lo dicono, ma se sei membro Raiffeisen MemberPlus l’entrata ai mulini sotterranei di Le locle è gratuita.

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