La Strada Militare Georgiana: un viaggio nel cuore del Caucaso

guardando dai monti del caucaso

Ci sono strade talmente panoramiche che meritano di essere percorse almeno una volta nella vita. In Georgia è il caso della Georgian Military Highway, che a mio avviso merita certamente di essere considerata fra le 10 strade di montagna più spettacolari al mondo. La Strada Militare Georgiana è un’antica via di passaggio attraverso il Caucaso, e collega Tbilisi (la capitale della Georgia) con Vladikavkaz  (in Russia, ai confini con la Cecenia).

La Strada Militare Georgiana risale al 1799, e allora si chiamava la “Strada Militare Russa” (la Georgia allora non esisteva), oppure semplicemente “La Grande Strada Militare”. Già nel 1800 c’erano due e a volte anche tre corsie, oltre a ponti metallici sui fiumi. Insomma, era la più moderna via dell’impero zarista (prima) e dell’Unione Sovietica (dopo). Non aspettatevi quindi una strada da incubo, anzi… gli unici brividi li avrete dal paesaggio circostante. Se volete un paragone, pensate alla strada che conduce sul Passo del San Gottardo…

Le tappe fondamentali della Strada Militare Georgiana

Strada Militare Georgiana panorama

Abbiamo percorso la Strada Militare Georgiana in agosto, nel corso del nostro viaggio in Georgia ed Azerbaijan. Di tutti i luoghi visitati, questa tappa di viaggio è quella che – per i suoi paesaggi – è rimasta particolarmente nel cuore di mio figlio. Questo percorso nel cuore del Caucaso si snoda fra “passi alpini”, valli selvagge, vette innevate, antiche torri difensive, insediamenti nomadi e mucche che ci attraversano in continuazione la strada… sempre sotto lo sguardo vigile del monte Kazbegi (5047 metri).

Calcolate almeno 3 ore (senza tappe) per percorrere i 165 km della Strada Militare Georgiana (che già da sola vale un viaggio in Georgia). Se possibile non percorretela in versione “mordi e fuggi” con una gita giornaliera da Tbilisi. Fermatevi a dormire in questa regione del Caucaso per alcuni giorni, magari a Stepandsminda (Kazbegi), che è la località principale e meglio attrezzata. Da lì continuate fino al confine con la Russia, distante solo una decina di chilometri – ma non ci va quasi nessuno. Queste sono le tappe fondamentali del viaggio lungo la Georgian Military Highway.

  • Ananuri
  • Passo di Jvari
  • Baidara Mineral Springs
  • Stepandsminda
  • Dariali

L’inizio della Strada Militare Georgiana

Strada Militare Georgiana, Georgian military highway

La Strada Militare Georgiana parte da Tbilisi e all’inizio è decisamente pianeggiante e dopo poche decine di chilometri passa davanti al Monastero di Jvari, conosciuto come il monastero della Croce. Qui, alla confluenza dei fiumi Mt’k’vari e Aragvi, nel IV secolo l’evangelizzatrice Nino (sì, una donna!) eresse su un tempio pagano la prima croce in territorio georgiano. Un luogo sacro che vale la pena di visitare sulla via del ritorno, se avete tempo e magari spingervi fino a Mtskheta , l’antica capitale del regno di Georgia.

I bambini potrebbero annoiarsi lungo questo tratto stradale (parlo per esperienza), e non si può dargli torto. Il nostro tassista ha trovato una soluzione geniale: ha chiesto a mio figlio di contare i ristoranti lungo la strada! Ai georgiani piace mangiare fuori casa e quindi il bambino è stato impegnato per un po’. Contato il 100esimo ha rinunciato, un po’ scandalizzato… ma allora mancava poco ad Ananuri, la nostra prima sosta, quindi ci è tutto sommato andata bene!

Ananuri

ananuri lungo la georgian military highway

Ananuri è una fortezza che si trova oltre il lago Jinvali,  a circa 80 km da Tbilisi, lungo la Georgian Military Highway. Il paesaggio è molto simile a quello dei nostri laghi prealpini, dolce e rassicurante – anche se le acque sono di un blu più intenso. Sarà per via della diga e della centrale elettrica? Non lo sapremo mai. In ogni caso, è veramente scenografico e abbiamo notato che si possono anche noleggiare barche per girarlo in tranquillità. Continuando fino alla fine del lago, si raggiunge un ampio parcheggio, a valle del quale si trova appunto la fortezza di Ananuri, di forte impatto visivo e dalle caratteristiche molto particolari.

Noi l’abbiamo soprannominata la fortezza sdoppiata perché quella di Ananuri, pur essendo circondata da un’unica muraglia, è in realtà composta dalle rovine di due castelli e anche da due chiese. E che chiese: i portali e le facciate sono decorate con bassorilievi così intricati da sembrare merletti fatti all’uncinetto – insomma, une vera delizia per gli occhi. Così ha detto mio figlio, ma forse era solo un momento di euforia per aver ricevuto un corno di toro che era in vendita. Ha provato a suonarlo e solo allora si è accorto che non è uno strumento, ma un calice… per il vino!

Passo di Jvari

monumento georgian military highway

Il passo di Jvari (2379 metri) è il punto più alto che si percorre lungo la strada Militare Georgiana. La strada sale tortuosa, i boschi lasciano spazio a montagne impervie, ricoperte da però da prati verdi. Non è raro trovare mucche sulla strada e se vi fermate sentirete gli uccelli cinguettare; con un po’ di fortuna (non è il caso nostro) potrete anche vedere delle aquile. Strada facendo incontrerete anche un’improbabile funivia tutta nuova e la tristissima località sciistica di Gudauri, con hotel-casermoni in grado di ospitare diverse centinaia di persone ciascuno.

Avvicinandosi al passo si cominciano a vedere le prime tende nomadi e non è raro trovare mucche sulla strada. Noi ci fermiamo presso il monumento semicircolare all’amicizia dei popoli di Russia e Georgia, dove diverse decine di pastori vendono spiedini di pecora alla brace. Da un promontorio sovrastante si può provare l’ebrezza di un breve volo in tandem in parapendio – atterrando poi vicino al monumento. Mio figlio ha 9 anni vorrebbe provarlo e l’età minima è di 5 anni, ma sotto il monumento si trova la Valle del Diavolo, e papà non ci pensa neppure lontanamente a dare il consenso.

Baidara Mineral Springs

paesaggio caucasico calcareo

Questo è il posto del cuore di mio figlio… il posto più bello che abbia mai visto e dove, ha affermato, vorrebbe tornare a vivere da grande, in una casetta di legno. All’inizio non voleva che ne scrivessi, per timore che arrivi troppa gente e rovini questo luogo magico. Si trova oltre il Jvari pass, nella valle del fiume Baidara ed è veramente un luogo inaspettato ed incantato. Immaginatevi una colata di bianco e rosa che scende dal fianco della montagna, attorniato da prati verde. Salta subito all’occhio da lontano e non si capisce cosa sia… Neve? Ghiaccio?

Invece no… è calcare! Vediamo diverse persone che si arrampicano lungo il pendio e ci incamminiamo anche noi. Un sottile strato d’acqua (minerale!) scende lungo il calcare – perché il processo di sviluppo non è ancora terminato. Che sensazione strana… si ha l’impressione che si possa scivolare su una massa così candida e invece non si scivola nemmeno a volerlo… In compenso c’è più acqua di quanto sembri, ed in due minuti ci ritroviamo con i piedi zuppi. Ci togliamo scarpe e calze e invidiamo chi si è messo le Crocs! Prima di ripartire assaggiamo l’acqua minerale alla fontana: argh! E’ salata e ferruginosa.

Stepandsminda (Kazbegi)

chiesa gergeti, Georgian military highway

Kazbegi non esiste, esiste Stepandsminda, a 1700 metri... A Kazbegi (perché tutti chiamano così la località) la maggior parte delle persone ci arriva per ammirare la chiesetta in cima al cocuzzolo di una montagnetta che si vede in ogni guida della Georgia. E’ la stessa che era in copertina sulla passata edizione della Lonely Planet, e per essere precisi non è neppure a Stepandsminda ma a Gergeti, il villaggio dall’altra parte del fiume. La chiesa in questione si chiama Tsminda Sameba.

Tempo meteorologico permettendo, con i bambini potreste noleggiare un taxi per salire alla chiesetta grazie ad una nuovissima strada asfaltata, visitarla con calma e poi scendere a piedi lungo uno dei ripidi sentieri. Portatevi ovviamente acqua in abbondanza ed indossate calzature adatte. Una volta rientrati in paese, andate al minimarket ad acquistare una qualsiasi pseudo-nutella russa e cercate il panettiere: comperate per 1 lari (30 centesimi circa) un gigantesco e delizioso pane oblungo appena sfornato. Vedrete che festa!

Dariali

monastero dariali alla fine della Strada Militare Georgiana

Quando più o meno tutti si fermano a Stepandsminda, a noi non basta… ci sono ancora 10 km da percorrere lungo la Strada Militare Georgiana fino al confine russo, e se avessimo il visto – dopo aver assaporato paesaggi così spettacolari, saremmo andati sicuramente oltre. Anche perché ci ritorna in mente il nostro indimenticabile viaggio dell’estate precedente a Mosca, nell’Astrakhan e in Kalmykia. Sono pochi chilometri, ma completamente diversi da quelli precedenti, soprattutto per il paesaggio.

Ci inoltriamo lungo le strette gole di Dariali, le pareti salgono verrticali, rocciose e prevalentemente grigie. Arriviamo all’omonimo monastero, costruito di recente. Sorge a circa 500 metri dal confine con l’Ossezia del Nord, poi lo guardo scompare. Sappiamo che c’è oltre c’è un tratto di terra di nessuno e dopo ancora la Russia, oltre le montagne. Nelle vicinanze ci dicono di portare nostro figlio alle cascate di Gveleti, le più belle della Georgia… ci mostrano una foto, e se non ce l’avessero detto, avremmo scommesso che è la Piumogna. Decidiamo di tornare a Stepandsminda ed esplorare una delle valli laterali.

Oltre la Georgian Military Highway: la valle di Sno

torretta difensiva a sno

All’ufficio turistico ci dicono che esistono due valli favolose, quella di Sno e quella di Truso, che va verso la regione separatista ed autonoma dell’Ossezia del Sud. Entrambe hanno tratti comuni abbastanza evidenti: si snodano lungo un fiume, sono semi-deserte, percorse da strade sterrate, e un po’ dappertutto sorgono antiche torri difensive. Ovviamente ai lati si ergono alte montagne ricoperte da prati fioriti. Fino a dove si possa arrivare nella valle di Truso non si sa, perché dipende dall’umore dei soldati georgiani. Ci dicono anche di portare con noi il passaporto.

Scegliamo la valle di Sno (poi vi dirò perchè), che inizia a 4 km a sud di Kazbegi-Stepandsminda, nel villaggio di Achkhoti. Da lì la strada prosegue per 15 km fino a Juta, l’ultimo villaggio prima del nulla. Il paesaggio ci ricorda un po’ quello delle Dolomiti, ed in lontananza il Monte Chaukhi ha un po’ le sembianze delle tre cime di Lavaredo. La strada, invece è tutta made-in-Georgia: un po’ asfaltata e tanto sterrata. Non ci stupiamo quando ci dicono che Juta per 9 mesi all’anno rimane tagliato fuori dal mondo.

Sno

sno, testa scolpita

Sno è un piccolo villaggio che si trova a solo 1 km da Achkhoti, lungo la Strada Militare Georgiana, ma è un mondo a sé… Prima di arrivare alle poche case dell’insediamento vi sembrerà di essere arrivati ad un avamposto dell’Isola di Pasqua. Sapete perché? Sulle grandi rocce di granito che affiorano dai prati, lo scultore Merab Piranishvili ha intagliato le teste di sei personaggi: quattro rappresentano gli scrittori georgiani Ilia Chavchavadze, Akaki Tsereteli, Vazha Pshavela, Shota Rustaveli, una Gesù Cristo e l’ultima… beh, non l’abbiamo capito.

Sno sarà pure un fazzoletto di case me è conosciuto in tutta Georgia perché lì è nato il patriarca della chiesa ortodossa georgiana. Passate le statue, recatevi oltre il ponticello ed andate verso il villaggio: troverete una statua che non è quella del patriarca, ma del re Vakhtang Gorgasali che regnò nel V secolo. Alle spalle del re c’è una splendida torretta difensiva posta in cima ad una roccia. E’ un po’ storta e diroccata, ma vale la pena di visitarla. Sulle montagne ogni torre difensiva apparteneva ad uno determinato clan.

Juta

juta alla fine della valle di sno

Da Sno la strada prosegue lungo il fiume, passa davanti all’anonimo e dimenticato villaggio di Karchuna e poi comincia a salire verso il villaggio di Juta, a 2150 metri. Questo tratto è completamente sterrato e pieno di curve, e sulla sua destra c’è la profonda gola scavata dal fiume Sno – però la corsia è abbastanza ampia. Inoltre il nostro autista proviene dalla valle e questa è l’unica strada che conosce: ci sentiamo sicuri dato che l’avrà percorsa diverse migliaia di volte. Infatti guida un veicolo normale, mentre tutti gli altri che incontreremo saranno SUV.

Arrivati a Juta troviamo un fornaio (anzi, una fornaia), un semplice bar, una grande roccia sul fiume sormontata da una croce, le arnie di un apicoltore, qualche guesthouse davvero basic ed anche una moderna a monte del villaggio. Siamo in pochi ad essere arrivati qui oggi… forse una decina di persone. Osserviamo la gente del luogo, dai tratti somatici particolari. Sono Khevsuri ed in passato queste genti non erano assoggettati a nessun padrone. Erano guerrieri forti e coraggiosi, difendevano le montagne dai possibili attacchi esterni ed obbedivano solo al re.

Come organizzare il viaggio lungo la Georgian Military Highway

auto georgia

Come si può viaggiare lungo la Strada Militare Georgiana? Ci sono diversi modi… dipende dai vostri obiettivi, ed anche dalle vostre possibilità economiche. Se volete arrivare direttamente a Stepandsminda senza soste potete farlo con i mezzi pubblici, ed in maniera economica – ma un po’ scomoda. Dalla stazione Didube di Tbilisi partono i marshrutka, che sono dei minibus collettivi che partono solo quando sono (stra)pieni . Viaggerete stretti come sardine, ma costano davvero due soldi… al massimo 5 franchi o 5 euro.

Molto più bello (e più costoso) è poter fare delle soste e godersi il paesaggio. fare delle soste. Potete noleggiare un’auto, se non vi pesa guidare su strade di montagna ripide e piene di curve, oppure organizzarvi con un taxi privato per comodità e maggiore flessibilità nelle soste. I prezzi sono abbordabili, al massimo 300 lari (100 franchi o 90 euro). Ci sono anche tour guidati di un giorno da Tbilisi ma ve li sconsiglio, a meno che abbiate poco tempo: è bello potersi fermare alcune notti ed esplorare la zona con calma a vostro piacimento. Se come noi siete in tre, un taxi privato per percorrere la Georgian Military Highway vi costerà meno molto meno…

dariali, Strada Militare Georgiana

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