La Via delle Meridiane (Borgo San Dalmazzo, CN)

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Questa passeggiata panoramica, lungo la Via delle Meridiane, si svolge in provincia di Cuneo, nei pressi di Borgo San Dalmazzo. Ce la invia la nostra amica Silvia, che vive a Savigliano (CN), dove potete visitare il Muses, uno splendido museo multisensoriale dedicato all’arte profumiera. Se vi state chiedendo se il Muses vale un viaggio a Savigliano, vi dico di sì: a Bra è nato lo slow food, quindi in zona si mangia bene e si fa turismo eno-gastronomico. Questa volta Silvia, però, ci porta in montagna.

La Via delle Meridiane di Borgo San Dalmazzo

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La Via delle Meridiane

Con i miei 3 figli visito spesso Cuneo e le cittadine circostanti. Ci piace moltissimo compiere escursioni nella natura e questa volta abbiamo deciso di percorrere il Sentiero delle Meridiane di Borgo San Dalmazzo. I bambini (ma anche gli adulti) l’hanno trovato interessantissimo, quindi ve lo consigliamo. Si tratta di un giro ad anello per nulla impegnativo, con un dislivello di circa 200 metri. Tutto il percorso è ben segnalato quindi non rischiate di perdervi.

Come trovare la Via delle Meridiane

Da  Borgo San Dalmazzo andate verso il Santuario di Monserrato e poi continuate, fino alla frazione di Sant’Antonio Aradolo. Lasciate l’auto nei pressi di Tetto Pilone, dove troverete le indicazioni: “Via delle Meridiane – Monte Croce”. Quando arrivare al bivio per il Monte Saben, voi andate a destra e vi troverete sulla Via delle Meridiane. Il punto più alto, davvero panoramico, è Monte Croce – a 1210 m di altitudine. Da qui potete rientrare al tetto Pilone seguendo un sentiero diverso.

La meridiana sul Monte Croce
La meridiana sul Monte Croce

Lungo la Via delle Meridiane

La via delle meridiane, per i bambini, è un susseguirsi di sorprese: ce ne sono parecchie e sono tutte diverse. Sono piaciute tutte, ma alcune le ricordano per motivi a cui non avrei pensato. Universalmente acclamata è la meridiana di Pinocchio, che non segna tutte le ore ma solo alcune. Il cartello dice: segna solo ore serene. Ed è proprio il naso da burattino a fare da gnomone (ovvero l’asta che proietta l’ombra su questi orologi solari). Una radura, poco prima del monte Croce, è chiamata Piazzetta delle Meridiane ed è costruita partendo da una parabola TV. Ho scoperto che nell’era del digitale, uno dei miei figli ignorava cosa fosse.

La meridiana più spettacolare di questo percorso sopra Borgo San Dalmazzo, è quella che si trova sul Monte Croce. Il panorama è bellissimo e l’orologio solare particolarmente sofisticato. Il tavolo su cui è costruito, porta la scritta “Omnes II° millenium horae” (tutte le ore del secondo millennio) e infatti indica quattro tipi di ore e di epoche diverse. Comprende inoltre un orologio lunare e, come se non bastasse, il bordo riporta le indicazioni e le sagome delle montagne che si vedono ammirano da lì.

Borgo San Dalmazzo, cosa fare e vedere

Santuario di Monserrato. Photo credit: www.comune.borgosandalmazzo.cn.it

Borgo San Dalmazzo si trova a 10 minuti d’auto da Cuneo, ed è un luogo piacevolissimo da visitare – in particolare il suo centro storico. Ci sono altri motivi per visitare questo borgo, oltre alla Via delle Meridiane. La zona è famosa per i suoi allevamenti di lumache e per ricordarvelo ne troverete traccia sulla rotonda tra corso Mazzini e via Caduti Alpi Apuane. Se vi piacciono, non mancate la Fiera Fredda nella settimana del 5 dicembre, per visitare il mercato delle lumache e gustarle cucinate in mille modi.

I bambini troveranno invece più interessante Parco Grandis, un singolare parco avventura gratuito per chi ha 8-12 anni ed un’altezza minima di 130 cm. Questo parco si trova nei pressi del piccolo ma delizioso Santuario di Monserrato. Ci sono 14 ostacoli sospesi fra gli alberi e, per protezione, delle reti tutte attorno, così che nessuno possa cadere nel vuoto. Il parco è incustodito e quindi non si noleggiano imbragature e moschettoni.

Il luogo che più colpisce più di tutti, a Borgo San Dalmazzo, è il memoriale della deportazione che potete vedere presso la stazione ferroviaria. Correva l’anno 1943 (esattamente l’8 settembre), quando un migliaio di profughi ebrei in fuga dalla Francia arrivò in città e trovarono le SS ad aspettarli. Ne arrestarono 349. Il 21 novembre 1943 furono deportati ad Auschwitz. Il memoriale è costituito da 335 riportanti nome, cognome ed età di ogni persona che finì nei campi di concentramento e non tornò più.

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