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Lago di Como: Isola Comacina e Villa Carlotta

Stufi dei laghi del nostro Cantone? Voglia di visitare le sponde di un altro lago? Di seguito vi propongo tre attività da svolgere nella vicina Italia, sul lago di Como. Queste  possono essere abbinate a piacere per arrivare a impegnare un’intera giornata, ma solo per chi parte presto e ben organizzato! Noi abbiamo svolto il tutto sull’arco di due giornate, con calma e senza correre, ma a voi la scelta. L’’Isola Comacina e il Sacro Monte si trovano entrambe ad Ossuccio, e solo 2 chilometri più avanti, a Tremezzina vi imbatterete in Villa Carlotta.

Due giorni sul Lago di Como

L’Isola Comacina è l’unica del lago di Como, lunga circa 600 m e larga 200 m. L’ambiente è molto più complesso di quanto potrebbero far prevedere le sue dimensioni contenute poiché racchiude una grande patrimonio storico e naturale.  Pianifichiamo la sua visita una domenica dopo una notte di pioggia ma in una mattinata che promette di volgere verso il bel tempo.

Prima giornata

Posteggiamo nei pressi dell’Antiquarium di Ossuccio, che scopriamo essere una sorta di centro polifunzionale: piccolo museo, reception, bookshop, sala conferenze e punto di partenza per la visita all’Isola. La ragazza al desk, molto gentile e disponibile, ci comunica che purtroppo l’Isola non è agibile poiché il terreno, in seguito alle piogge, risulta essere sdrucciolevole e potrebbe rendere “pericolosa” la visita.

Siamo molto delusi e il nostro stato d’animo sembra essere evidente. La ragazza del desk ci rassicura garantendo che il giorno seguente l’accesso all’Isola sarebbe stato possibile poiché era prevista una visita guidata da parte di un istituto scolastico. Ci “dirotta”  quindi verso Villa Carlotta. Decidiamo di seguire il suo consiglio, ormai eravamo lì con gli zaini pronti per il pic nic! Villa Carlotta risulta poi essere una piacevolissima sorpresa!

I giardini di Villa Carlotta

Posteggiamo l’auto sul lungo-lago di Tremezzo (cinque minuti abbondanti dall’Antiquarium di Ossuccio) e paghiamo il posteggio per 4 ore (che ci basteranno a mala pena). A poche centinaia di metri sulla sinistra troviamo la cassa che dà accesso alla Villa. Ci viene consegnata una mappa del grande parco botanico di 70000 mq che circonda la Villa, nella quale vengono suggeriti tre diversi percorsi (di diversa lunghezza e accessibilità). Scegliamo l’itinerario lungo (90 minuti previsti) e cominciamo la nostra visita di questi giardini che sono davvero curatissimi.

Restiamo incantati di fronte alle azalee e ai rododendri in fiore, passeggiamo in mezzo ad aiuole geometriche, alte siepi di camelie e giardini rocciosi tappezzati di cactus. Lungo il cammino incontriamo il “Museo degli Attrezzi Agricoli”; un capanno dentro il quale sono esposti alcuni degli attrezzi utilizzati a suo tempo per curare il Parco. I bambini lo trovano interessante e fanno tante domande riguardo il loro funzionamento.

Proseguiamo la nostra passeggiata, ci addentriamo nel giardino di bambù e presto ci sembra di essere in Giappone. Poi torniamo alle nostre latitudini quando visitiamo l’uliveto che domina la collina. Qui approfittiamo del bel sole che ormai è uscito definitivamente da dietro le nuvole, per trovare un posticino carino dove fare pic nic. Il parco offre infatti numerosi tavoli dislocati in diversi punti del percorso.

Dopo pranzo raggiungiamo la Villa, ma prima di entrare ci fermiamo sulla grande terrazza al lato per ammirare il maestoso ingresso del Parco con l’imponente cancello in ferro, la fontana al centro, le scalinate a tenaglia, i tunnel di agrumi e l’immancabile vista sul lago e sui monti antistanti.

Villa Carlotta

Villa Carlotta fu edificata sul lago di Como a fine 1600 dal Marchese Giorgio Clerici, ma fu col suo successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa toccò il sommo dello splendore. Sommariva arricchì la villa con numerose opere d’arte (tra le cui quelle di Canova, Thorvaldsen e Hayez!), divenendo meta irrinunciabile per una visita sul lago di Como.

Sul sito potete trovare nel dettaglio la descrizione di alcune delle opere proposte al primo piano. Al secondo piano invece si trovano collocati ancora alcuni dei mobili, dei dipinti e delle decorazioni pittoriche della principessa Carlotta e di suo marito Giorgio II. La Villa deve a lei il suo nome poiché la ricevette in dono in occasione delle sue nozze verso la metà dell’Ottocento.

I vari elementi di arrendo sono conservati ed esposti con cura, un’occasione per fare un bel tuffo nel passato! Terminata la visita dell’interno dell’edificio passeggiamo per la parte restante del parco e scattiamo le ultime foto.

Prima di tornare a casa decidiamo di berci un caffè al Parco Olivelli, che si trova sempre sulla sponda del lago di Como, lungo la Statale Regina tornando in direzione di Ossuccio (5-10 minuti a piedi). Si tratta di un parco pubblico recuperato e restaurato recentemente visto il suo grande potenziale naturalistico e architettonico. Di fatto restiamo colpiti piacevolmente dai suoi ampi prati, dalla monumentale scalinata e dall’imponente fontana centrale.

Ci beviamo il nostro caffè al bar mentre i bimbi esplorano il parco e notiamo che subito dopo la foce del fiume si trova anche una piccola spiaggia… peccato che la stagione non si presti ancora a un bel bagno! Termina così la nostra prima giornata sul lago di Como, torniamo a casa soddisfatti e curiosi di scoprire quello che ci riserverà il giorno successivo.

Seconda giornata

La mattina raggiungiamo nuovamente l’Antiquarium per le 10 e ci troviamo nel mezzo di un brutto acquazzone. L’Antiquarium è chiuso ma un cartello all’esterno riporta il numero di telefono del servizio di Taxi Boat che ci dovrebbe permettere di raggiungere l’Isola. Effettivamente ci confermano che l’accesso all’Isola è permesso (malgrado il maltempo…). Aspettiamo che spiova e in seguito raggiungiamo il piccolo pontile al di sotto dell’Antiquarium dove ci aspetta il nostro Taxi Boat: una piccola barchetta a motore che in cinque minuti ci porta dell’altra parte del canale. Il pagamento va effettuato in contanti sulla barca, per tariffe e contatti consultare il sito).

L’Isola Comacina

Approdati sull’Isola acquistiamo il ticket d’ingresso (acquistabile anche direttamente all’Antiquarium, quando aperto) e consultiamo la mappa che ci viene messa a disposizione. Notiamo che vi sono quattro sentieri che solcano il territorio e si incrociano in vari punti,  quindi è difficile perdersi. Seguiamo comunque il tracciato dell’ “Itinerario Completo” (90 minuti) suggerito dalla cartina in modo da non perderci nulla.

Ci incamminiamo quindi lungo il Viale del Poeta, una passerella di legno sulla sponda del lago che è diventata scivolosissima a causa della recente pioggia. Questa porta in direzione della Chiesa di Sant’Eufemia, una delle più note basiliche dell’XI secolo.

Integriamo le informazioni riportate sul retro della mappa in nostro possesso con quelle delle svariate tavole didattiche collocate lungo il percorso. Capiamo presto che questa Isola ha ricoperto un ruolo determinante nella storia comasca dell’Alto Medioevo. Essa vide sorgere sulla sua terra numerose chiese e grazie al suo sistema di fortificazioni, con case e chiese cinta da alte mura diventò una sorta di cittadella fortificata. Nel 1169 fu rasa al suolo dai comaschi alleati al Barbarossa e per secoli nulla fu ricostruito. Nel 1919  finì sotto la responsabilità dell’Accademia di Brera, incaricata di tutelarne l’interesse archeologico e paesaggistico.

Insomma durante la visita si ha la possibilità di osservare da vicino numerosi resti archeologici (databili dall’età romana fino al XVI secolo), una vegetazione rigogliosa costituita da ulivi, tigli e allori (abitata tra l’altro da una colonia di conigli che noi però non abbiamo la fortuna di vedere) e, non da ultimo, un panorama mozzafiato.

L’Isola offre varie possibilità di ristoro mettendo a disposizione quattro aree pic nic, un bar e un ristorante, e mette a disposizione servizi igienici pubblici. Rimaniamo colpiti molto positivamente per la pace e la tranquillità che ci infonde questo luogo e per il magnifico contesto in cui si trova.

Il rientro, con tappa al Sacro Monte

A questo punto la visita dell’Isola è terminata, rientriamo a Ossuccio con il Taxi Boat, lasciamo gli zaini in auto e decidiamo di raggiungere anche il Sacro Monte, sempre sul Lago di Como. Esso fa parte dei nove Sacri Monte del Piemonte e della Lombardia inseriti nel 2003 dal’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’Umanità. Vanta quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1635 e il 1710 e impreziosite da 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale. Seguiamo le indicazioni e percorriamo un primo tratto su strada asfaltata (tutto in salita) per una ventina di minuti finché raggiungiamo l’inizio del sentiero di ciottoli segnato da un passaggio a livello.

Poco più avanti si riesce a vedere la prima delle 14 cappelle che ripercorrendo i misteri del Rosario portano alla cima del colle dove si situa il Santuario. Anche se la salita è ripida e necessita di altri 20 minuti di camminata, i bimbi lo trovano divertente. Sono stimolati dalla curiosità di scoprire cosa si trova all’interno delle cappelle. Giunti sulla sommità siamo premiati da una fontana con acqua freschissima e, ovviamente, da un bellissimo panorama sul lago.

 

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