In Discover Ticino

Lugano: scoprire l’ambiente del Ticino attraverso il museo cantonale di storia naturale

Il museo Cantonale di storia naturale di Lugano racchiude da anni l’immagine del territorio ticinese nei suoi ampi spazi. Questo caratteristico museo locale permette ai visitatori di scoprire il Ticino attraverso ricostruzioni di habitat naturali e importanti collezioni di reperti (ca. 450’000). I bambini potranno osservare gli animali del Ticino (imbalsamati) e le piane attraverso grandi vetrine, ma non solo: il museo racchiude molto altro in una superficie di 1100 m2.

L’ultima volta che mi sono recata al museo di storia naturale era qualche anno fa, diciamo pure una decina di anni fa, in occasione di una gita scolastica con i miei allievi di scuola dell’infanzia. No, forse mi sbaglio, ci sono andata anche più tardi, ho portato i miei bimbi quando erano piccoli, non avevano più di 4 anni. Ci siamo tornati settimana scorsa perché mio figlio, nel frattempo,  é diventato un appassionato di minerali e voleva vederli da vicino. Così mi é venuto in mente che il museo di storia naturale a Lugano racchiude anche una magnifica collezione di mineralogia. Detto, fatto. Ci siamo andati un mercoledì pomeriggio, dopo una piacevole passeggiata al Parco Ciani.

Ma facciamo un piccolo passo indietro: la Storia del museo

Il museo cantonale di storia naturale fu fondato nel lontano 1853 da Luigi Lavizzari sotto forma di “Gabinetto di storia naturale”. Nella seconda metà degli settanta fu ristrutturato e fu aperto al pubblico nel 1979. Da allora non é più stato ristrutturato, ma la collezione é costantemente conservata e ampliata. Infatti in diversi anni che non ci torno, ho trovato sempre diverse novità. Ho apprezzato molto l’intento di rendere il museo un po’ più interattivo, nel senso che sono state fatte delle modifiche per coinvolgere di più i bambini, aggiungendo delle piccole attività per renderli un po’ più  protagonisti e attivi. Il compito del museo é quello della ricerca e della divulgazione.

Cosa racchiude il museo?

Nella prima parte sono esposte delle grandi vetrine contenenti i diversi ambienti del nostro territorio, con piante e animali che rappresentano i diversi aspetti della natura. I bambini possono leggere i nomi degli animali scritti in basso e cercarli nella vetrina. Ci sono l’ambiente del bosco (castagneto), il faggeto, il rustico, la zona alpina, la palude e la siepe.  La vetrina che é piaciuta di più ai miei figli è senz’altro quella del rustico nell’ambiente notturno. L’ultima bacheca invece é dedicata agli animali che ormai si sono istinti nel nostro cantone, come l’orso, il lupo, la lontra e la lince (sono visibili i modelli imbalsamati). Tutta quest’aerea é forse la più indicata per i bambini più piccolini.

Successivamente si presenta l’aerea dedicata alla mineralogia (il motivo principale della nostra visita, che non ha certo deluso il suo interessato). Va detto però che, anche se i bambini sanno leggere, é necessario che gli accompagnatori gli aiutino per capire meglio quanto descritto.

Una grande area é dedicata alla paleontologia  e alla geologia generale. I bambini rimangono sempre affascinati dal ritrovamento dei fossili di piccoli dinosauri trovati sul Monte San Giorgio.  E’ stato ricostruito anche un modello di dinosauro che si presume vivesse in Ticino.

Una sezione è dedicata alle tracce degli animali: dalle impronte di vario genere, alle spoglie dei rettili ai nidi di uccelli e mammiferi. La bacheca che ha più divertito i bambini é senz’altro quella delle feci degli animali.

L’ultima area é dedicata alla micologia, altro argomento di grande interesse per i miei figli. Infatti si possono ammirare undici vetrine contenenti i funghi commestibili, i funghi velenosi e indifferenti, i funghi rari e un’altra ancora illustra la diversità di forme e colori.

Cosa possono fare i bambini?

Come dicevo ci sono diverse postazioni dove i bambini possono fare attivamente qualcosa, come per esempio osservare insetti e materiali del bosco con l’ausilio del microscopio. Oppure (e questa é una novità del 2016), scegliere attraverso un apposito “touch-screen”, le funzioni dell’Omniglobe. Questo enorme mappamondo che gira é una sfera interattiva di 120 cm di diametro e permette di rappresentare in modo dinamico molti fenomeni naturali nei campi delle scienze della vita e delle scienze della Terra.
Si possono scegliere  numerose animazioni inerenti il pianeta Terra (deriva dei continenti, clima, correnti oceaniche, tsunami, traffico aereo, ecc), nonché varie applicazioni sul nostro sistema solare (sole, luna, altri pianeti e i loro satelliti). Inutile dire che una visita al museo va dedicata solo a questo perché i bambini non volevano più andare via.

Una novità sono anche le bacheche dedicate all’organizzazione della vita degli insetti sociali in Ticino. I bambini possono osservare api, vespe e formiche da vicino con delle lenti di ingrandimento. Dopo un’introduzione generale, la parte espositiva è suddivisa in tre settori, con un esempio rappresentativo dei tre gruppi di imenotteri locali che formano delle colonie. Accanto agli eccezionali modelli “giganti” di ape e formica, la vetrina mostra l’organizzazione della colonia, alcuni adattamenti ecologici particolari, alcuni di esempi di nidi, così come la diversità di specie presenti nel nostro territorio.

Il futuro del museo

Nell’ultimo periodo si é discusso molto sullo spostamento da Lugano di questo prezioso museo. La signora che ci ha accolti ci ha confermato che ancora per qualche anno rimarrà a Lugano, per cui non abbiate paura di non trovarlo più.
Se é tanto che non ci siete più andatati (o magari non ci siete mai stati) allora é una buona occasione per andarci (sopratutto adesso che arriva il freddo e non si sa mai cosa fare con i bambini!) Peccato però che alla domenica il museo resta chiuso!

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2018 sulla rivista Extrasette, l’inserto del Corriere del Ticino.

 

You Might Also Like