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Singapore: cosa vedere nella città del leone (parte 3)- L’isola di Sentosa

Sentosa è una delle tante isole che compongono la città stato di Singapore, ma non è come tutte le altre… E’ stata creata (anzi trasformata, perché l’isola con la sua vegetazione è sempre esistita) come un’area esclusivamente dedicata al divertimento: quindi o la si ama, o la si odia, o ci si va perché avete bambini al seguito… come a Disneyland, insomma! Ci si può arrivare in diverse maniere: la più scenica è in funivia (ma solo se il cielo è limpido) mentre la più comune è passando attraverso la fermata della metro Harbourfront, da dove si può scegliere se usare la monorotaia oppure andarci a piedi. Quello che cambia è il costo d’ingresso all’isola, che comunque è insignificante e varia di un paio di dollari.

Noi abbiamo scelto la monorotaia e abbiamo subito notato che a Sentosa ci sono 3 stazioni: Waterfront Station, Imbiah Station e Beach Station.

Beach Station

Visto che il cielo era quasi sereno siamo andati subito all’ultima fermata, Beach Station, per fare il bagno in mare da una delle tre spiagge (artificiali). Abbiamo scelto Palawan Beach perché proprio a ridosso c’è anche un bel parco acquatico con galeone e scivoli, gratuito. Poi ci siamo goduti la spiaggia. C’è anche un ponte tibetano veramente basso, che conduce ad un isolotto… diversi sentieri che conducono nella foresta. Attività in questa parte dell’isola ce ne sono parecchie e ve ne segnalo alcune – tutte non testate – anche perché per testarle tutte a Sentosa uno dovrebbe starci una settimana almeno e non un giorno. Fra le varie attrazioni ci sono KidZania, I-fly Singapore per provare l’ebrezza del volo (skydiving) rimanendo a 2 metri da terra, la Wave-house per provare a cavalcare onde giganti con la tavola da surf… ed anche un percorso di slittino. Ovviamente sono tutte a pagamento…

Waterfront Station

A fine mattinata ci siamo spostati a Waterfront Station, per pranzare e per visitare il S.E.A. Aquarium e soprattutto il Maritime Experiential Museum. Se avete poco tempo l’acquario, per quanto bello, lo potete saltare – e recuperare vedendo quello di Genova. Il Maritime Experiential Museum invece è veramente unico nel suo genere: dedicato alla storia marinara. Ci sono tante cose da scoprire e imparare sulle rotte marine del passato, si impara a fare i nodi da marinaio (non è difficile, sapete?). Fra le mille altre cose interessanti c’è un enorme galeone omanita in cui si può entrare. Il pezzo forte del museo è il Typhoon Theatre con il suo filmato 4D, che rievoca in maniera convincente la storia di una barca e del suo equipaggio colpiti da un tifone. Mio figlio ha voluto sedersi da solo, lontano da mamma e papà. Dopo pochi minuti è corso da noi spaventatissimo, e quando la barca si inabissa (ed il teatro scende di livello) ha versato anche qualche lacrima.

Anche in questa stazione ci sono molte possibilità di svago; su tutto dominano gli Universal Studios. Noi non ci siamo andati ma se vi piace il genere, dovrebbero esserci le doppie montagne russe più alte al mondo. Oltre a tante altre “giostre” da brivido. Se vi interessa un parco in tema acquatico c’è l’Adventure Cove Waterpark: troverete scivoli e un fiume che si snoda lungo il parco. Trasportati dalla corrente si passa tra acquari di pesci, vasche di razze, piscine dei delfini, cascate e giochi d’acqua: non ne abbiamo avuto il tempo, ma ci andremo la prossima volta.

Imbiah Station

All’imbrunire siamo andati ad Imbiah Station, per vedere la replica kitsch del Merlion (quello vero sta alla foce del Singapore River, in città). Questo Merlion, fintissimo, alto 37 metri e che si illumina di notte, è una gioia per i bimbi, ed una noia per gli adulti – papà l’ha intuito subito e non è venuto. Vale comunque la pena fare il biglietto ed entrare: c’è una mostra poco convincete di mostri vari, marini e non, che sicuramente piacerà ai più piccoli.

Segue poi un breve filmato sull’origine del nome Merlion: è una bella leggenda (ma non ve la dico!) e vale la pena di ascoltarla. Il talloncino che vi hanno dato all’ingresso assieme al biglietto va inserito nella bocca di un piccolo Merlion, che vi “sputerà” fuori una monetona con la sua effigie che mio figlio custodisce come un vero tesoro. E poi, per la gioia di tutti i bambini, si può prendere un ascensore interno e salire a guardare il panorama dalla bocca e dall’occhio della creatura.

Insomma, a Sentosa non avrete che l’imbarazzo della scelta! Buon divertimento!

 

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