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Zurigo: visita all’antico osservatorio Urania con bambini

Recentemente a Zurigo ho scoperto una vera “chicca” per i bambini, lo storico osservatorio Urania. Ne vado molto fiera (adesso) ma appena arrivata mi sono sentita un po’ “grulla”, visto che a Zurigo ho studiato, e quindi abitato, per 5 anni. Anni, ci tengo a precisare, in cui non avevo figli ed ogni notte era una festa: infatti pensavo veramente di aver “mappato” in maniera esaustiva tutti i bar della città. Direte: “ma cosa c’entrano i bar con l’osservatorio ?” C’entrano eccome – visto che giusto sotto, all’11esimo piano, si trova il piccolo Jules Vernes Cocktail e Panorama Bar, con una splendida vista a 360 gradi sulla città. E io questo bar proprio me l’ero perso, e di conseguenza anche l’osservatorio. 

L’osservatorio Urania (Urania Sternwarte)

E quindi passiamo all’osservatorio, chiamato Urania Sternwarte, che è stato costruito nel 1901 ed è strepitosamente bello. La cupola interna è ancora come è stata progettata in passato, tutta rivestita in listarelle di legno, con un soppalco girevole in legno (funziona tutto a mano) dove salire per guardare dentro con un grande telescopio rialzato. Credetemi, ne vale il viaggio.

Però ricordatevi di andarci unicamente il primo sabato di ogni mese, quando ci sono le visite guidate (e gratuite) per i bambini. Le visite sono unicamente in tedesco (anzi, svizzero tedesco) ma la guida usa un linguaggio semplice e adatto ai bambini, quindi sono riuscita a tradurre quasi tutto, battute comprese. In ogni caso, grazie ai supporti audiovisivi e alla gestualità, quello che viene spiegato è veramente intuitivo. Questo fatto è confermato da papà, che quando sente la lingua di Goethe (o la sua versione elvetica) comincia a sentirsi male e la saliva gli va di traverso. Vi assicuro che all’Urania il papà è stato benissimo.

Gli antichi meccanismi dell’osservatorio

Nell’ora dedicata alla visita, viene spiegato un po’ di tutto, in maniera chiara, semplice, coinvolgente ma allo stesso tempo anche professionale. Per prima cosa viene illustrato come funziona l’osservatorio. Ci spiegano perché si apre solo un lembo di cupola, e anche quali ingranaggi vengono azionati (rigorosamente a mano) per far girare la cupola su se stessa. Poi si passa al soppalco usato per raggiungere il telescopio, ed anche questo può ruotare, salire e scendere per adattarsi all’altezza di chi scruta il cielo. Il meccanismo è sempre lo stesso: “a mano”.  

Dopo questa introduzione si passa alla parte prettamente astronomica, iniziando dalle stelle, con l’aiuto di un computer collegato a due schermi. Questi permettono quindi a tutti di vedere e seguire le spiegazioni.

Il momento della giornata non è propizio per l’osservazione (fuori c’è il sole!). Però non si può mica portare dei bambini in un osservatorio e poi dire loro che non è possibile “guardare” nel telescopio perché non c’è nulla da vedere. Allora occorre essere creativi: ad ogni bambino viene data la possibilità di osservare una stella. La stella in questione è una di quelle speciali; quella posta su una torre della chiesa Fraumünster! Davvero una bella trovata, che è stata molto apprezzata. 

Stelle e pianeti

Dopo le stelle si parla di pianeti, e grazie a delle sagome in scala viene spiegata la loro grandezza paragonata al Sole. Ci si rende conto che la Terra, messa a confronto con la nostra stella, è grande esattamente come una “cacchetta”. Tengo a precisare che queste non sono parole mie. Non credo nemmeno di aver capito e tradotto male, visto che tutti si sono messi a ridere.

Si è parlato anche di distanza dei pianeti dal Sole, ed abbiamo così scoperto che viaggiando nello spazio a bordo di una Ferrari lanciata a 240 km/h, ci impiegheremmo approssimativamente 71 anni per arrivarci. Poi grazie a una simulazione, abbiamo capito quale sarebbe stato il nostro peso sia sul Sole (lasciate perdere, 20 anni di mousse al cioccolato 3 volte al giorno faranno meno danni) che sugli altri pianeti. Quindi forza e coraggio, sbrighiamoci a colonizzare Marte, lì sì che si diventa leggeri! 

A fine visita, un bel libretto con un concorso

Potrei raccontarvi tante altre cose, ma poi vi rovinerei la visita. Dico solo che al termine ogni bambino riceve un bel opuscolo con tutto quello che è stato raccontato. All’interno c’è un tagliando con delle domande. Chi lo rinvia rispondendo correttamente ad almeno 24 delle 26 domande, riceverà un regalo. Quale non ve lo posso svelare, anche perché non l’abbiamo ancora ricevuto. 

 

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