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Sesto Calende e Castelletto sopra Ticino (Varese): visita al museo Gottard Park

La meta della nostra escursione è in provincia di Varese, fra Sesto Calende e Castelletto sopra Ticino. Qui il fiume Ticino, una volta “uscito” dal Lago Maggiore, riprende il suo cammino verso il Po. Sesto CalendeSesto Calende (Varese)

Sesto Calende è una bella cittadina affacciata su un tratto di fiume veramente panoramico, molto ampio e circondato dalle verdi colline del Parco del Ticino. L’altro lato del fiume è tutto un susseguirsi di splendide ville d’epoca e giardini ben curati, che però non si possono visitare. E allora ci accontentiamo della bella vista.

Sempre lungo il fiume, verso il ponte ferroviario, c’è un discreto parco giochi con una bella tirolese che piace molto ai bimbi. Non è tenuto benissimo ma nemmeno abbandonato a se stesso, insomma una via di mezzo. Quando siamo andati noi (di sabato) abbiamo trovato molte famiglie della zona, tra l’altro molto cordiali, e Stefano ha fatto subito amicizia con altri bambini.

Sesto CalendeDopo tanto giocare è arrivato il momento del pranzo; sulla bella piazza De Cristoforis abbiamo trovato un bel ristorante dove mangiare tante buone cose: cappesante con lenticchie, tonno e ricciola a sashimi, tartare di ombrina, gnocchi con fonduta di formaggio, e così via. Non contenti ci siamo poi anche concessi un bel gelato in una delle tante gelaterie della piazza.

Gotthard ParkCastelletto sopra Ticino (museo Gotthard Park)

Nel pomeriggio invece abbiamo deciso di fermarci Museo Gottard Park, nel comune limitrofo di Castelletto sopra Ticino. Come premesso vi dirò che il parere di papà non concorda con quello del bambino: il grande un po’ perplesso, il piccolo gasatissimo della visita. Mamma non conta, perché appena visto il nome in inglese usato “a sproposito, tanto per far scena” è partita prevenuta. In più mamma non ha la patente, ed i mezzi di trasporto (peggio pure se bellici) non sono esattamente di suo gradimento.

Gotthard ParkE quindi cominciamo proprio dal nome, che poi ci riporta alla storia di questo museo. Il nome non c’entra nulla con la nostra montagna, bensì con il cognome di un appassionato di meccanica e tecnologia (Alfio Gottardo) che ha collezionato mezzi, motori e attrezzature di varie epoche e nazioni.

Fino ad ora, tutto bene, vero? Il museo è in parte all’aperto ed in parte rinchiuso in padiglioni, e ci sono dei pezzi veramente notevoli e inaspettati, come ad esempio le Harley Davidson militari o la locomotiva inglese che azionava un frantoio tutto italiano. E che dire di quei magnifici motorini che – se anche voi siete genitori un po’ vintage come noi – avrete sicuramente posseduto?

Gotthard ParkVisitando questo museo si intuisce in maniera evidente il suo grande potenziale, che però non è minimamente sfruttato. Il terreno sembra un po’ abbandonato a se stesso, i mezzi sparsi qua e là senza alcuna logica e coperti di ruggine… insomma, manca poco prima che diventi un deposito di rottami.

Gotthard ParkE qualcuno mi spieghi per cortesia cosa ci fa la statua di un guerriero in armatura medievale in mezzo a aerei, elicotteri, pescherecci e locomotive ?! Anche all’interno dei padiglioni, dove i mezzi sono esposti alla rinfusa, c’è parecchio lavoro da fare: spolverare, togliere le ragnatele, aggiungere della cartellonistica.

Gotthard ParkIl sito del museo si descrive così: “un’enciclopedia della tecnologia e della meccanica”. L’enciclopedia, a casa mia, è organizzata in ordine alfabetico. Mi chiedo se questo museo non possa essere organizzato in qualche maniera, per tipi di mezzo, per nazionalità, per anno di fabbricazione… insomma per qualcosa. Con poco, insomma, si potrebbe fare meglio.

 

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