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Ciaspolata e notte in baita a Cucurei (Leventina)

Decidiamo di andare a sciare una settimana ad Airolo – Pesciüm con una coppia di amici ed i loro figli tre figli. I bimbi (il mio e due dei loro) sono a sciare con i loro papà, mentre noi mamme, assieme alla bimba più piccola, stiamo a guardarli e a volte ci scappa anche un aperitivo. Questo almeno per qualche (rilassantissimo) giorno. Ed è veramente vacanza.

Poi però arriva il fatidico giorno: il giorno previsto per la ciaspolata fino a Cucurei… Già, perché gli amici sono del tipo “molto sportivo” mentre noi invece proprio no. Anzi, a dir la verità non noi, ma solo io. Questa volta però non ho potuto sottrarmi, anche perché per il nostro battesimo delle ciaspole è stato scelto un percorso decisamente breve, allietato da una serata/nottata in baita con raclette e vino. Se mi mettete la raclette attaccata al bastone, piuttosto che la carota, vi assicuro che cammino pure io… Se manca quella, va bene anche un cane che abbaia (anzi, in quel caso posso anche correre)!

La ciaspolata

E quindi, dopo una mattinata sugli sci, partiamo in direzione di Nante e parcheggiamo l’auto vicino alla chiesa. Proseguiamo a piedi verso il paese, prendiamo la prima stradina che sale sulla destra ed arriviamo ad un ampio piazzale… lì comincia il sentiero per Cucurei e ci mettiamo le ciaspole, pronti a partire. Se è la prima volta, meglio farsi spiegare bene come si indossano, perché intuitivamente io avrei sbagliato!

Cominciamo quindi la nostra camminata, che dura indicativamente mezz’ora – anche meno se i bimbi (il mio in particolare) non continuasse a buttarsi a terra dicendo di essere stanco e voler fare una pausa: in verità voleva solo giocare nella neve – e la promessa che una volta giunti alla baita di Cucurei avrebbe potuto farlo per delle ore, non l’ha proprio convinto. Forse era troppo bello per essere vero.

Ad un certo punto il sentiero incrocia la pista nera di sci di Airolo Pesciüm, quindi occorre prestare un po’ d’attenzione. Si continua poi fino ad un piccolo gruppo di case, dove il sentiero curva e di nuovo ci si ritrova sulla pista nera… questa volta ci si cammina a fianco, quindi di nuovo: attenzione!

Arriviamo a Cucurei

Quando arriviamo a Cucurei sono tutti contenti: la baita durante il giorno funziona come bar per gli sciatori: infatti, per una buona oretta, è stato abbastanza affollato. Nel frattempo i bimbi sono usciti a rotolarsi nella neve ed a costruire un bel pupazzo. Quando l’ultimo sciatore è partito, siamo saliti al piano superiore della baita a vedere le camere (ce ne sono tre) e ne siamo rimasti deliziati; qui è nata la canzoncina: “Cucurei, rei rei… Cucurei, rei rei” che è stata il nostro tormentone per tutta la serata.

La gerente (amica degli amici) ci ha preparato un’ottima cena, dato tutte le istruzioni per la colazione, consegnato le chiavi e verso le 22.00 è scesa a valle con gli sci. E noi da soli, circondati da pinete, neve e silenzio, ad ammirare la notte stellata. Con un cielo così limpido che sembrava di poterle toccare con mano, le meravigliose stelle. I bimbi erano “a mille”, nessuno voleva dormire e quindi per noi adulti niente sauna al piano inferiore: peccato! Però che giornata splendida, e io che a Cucurei non ci volevo andare!

Nota finale: non è obbligatorio dormire a Cucurei, si può anche ridiscendere a valle… però si perde la magia delle stelle…. a voi la scelta!

 

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