In Discover Ticino/ Ticino

Val Verzasca con bambini: scopriamo il fiume e la lüéra

Arrivano a trovarci dei cari amici con tre figli dal cuneese… e questo significa anche lei, Silvia – un’amica meravigliosa ed ospite perfetta, che ti riordina e riorganizza la casa ma che, quando si tratta di coinvolgere la famiglia in una qualsiasi attività, diventa decisamente esigente. Decidiamo di portarla a conoscere qualche angolo della Val Verzasca e di fare una breve escursione a piedi con i bimbi. La valle è interessantissima da molti punti di vista: storico, artistico e soprattutto naturalistico. La acque limpide color smeraldo del fiume infatti non la lasceranno per nulla indifferenti i nostri ospiti.

Lavertezzo, ponte dei saltiVolevamo fermarci al Ponte dei Salti a Lavertezzo e da lì proseguire lungo il percorso dell’arte per un tratto (piano A), ma la località era troppo affollata e non siamo riusciti a trovare parcheggio. Abbiamo quindi rimandato la sosta al ritorno e siamo passati al piano B, il sentiero Ganne-Brione Verzasca. 

Il sentiero della Val Verzasca  fra Ganne e Brione Verzasca

La partenza è spostata in località Ganne (dove abbiamo lasciato l’auto) e abbiamo deciso di camminare fino a Brione Verzasca. In tutto forse 1 ora, a passo di lumaca. Questo sentiero della Val Verzasca è adatto anche ai bimbi piccoli e la salita generalmente dolce; inoltre per quasi tutto il percorso si fiancheggia il fiume. 

Ganne è dove il ponte stradale attraversa il fiume, ed il sentiero parte subito prima del ponte. Il fiume è in alcune parti impetuoso e circondato da enormi massi levigati, e a tratti più dolce, e sempre spettacolare. Nonostante le acque gelide, incontriamo una famigliola che fa il bagno, in un tratto che sembra abbastanza sicuro. Noi continuiamo, passando davanti ad alcune vecchie costruzioni, e raggiungiamo un secondo punto dove l’accesso al fiume non è impervio. Ci fermiamo per un bel picnic ed i bimbi giocano a costruire torri con i sassi trovati sulla riva. Niente bagno, però – per noi l’acqua è decisamente troppo fredda.

fiume verzasca, verzasca riverLa Lüéra di Alnasca

Dopo un paio d’ore decidiamo di ripartire e raggiungiamo in breve la Lüéra di Alnasca, una trappola per lupi dei secoli scorsi. Le lüére erano buche profonde sorrette da mura a secco, all’interno delle quali veniva posta un’esca viva per attirare e far cadere in trappola il lupo che, una volta dentro, non riusciva più ad uscirne. Forse la costruzione in sé non è proprio bellissima agli occhi di un bimbo, ma l’idea che in passato in zona ci fossero moltissimi lupi, certamente è piaciuta.

La frazione di Alnasca

Continuiamo la passeggiata e incontriamo presto la capannina di Alnasca, una piccola costruzione con un bel tavolo da picnic, che è un’ottima alternativa se si vuole mangiare più comodi. Poi la valle si allarga, si esce dal bosco e arriviamo ad Alnasca  che con i suoi prati fioriti, niente strada e belle case restaurate sembra un luogo idilliaco dove il tempo si è fermato. Da un albero l’amica Silvia coglie (se era di qualcuno allora ruba) delle prugnette deliziose per la merenda. Infine attraversiamo un ponte in cemento ma sospeso e ci dirigiamo verso Brione Verzasca.

 alnasca, case di pietra - stone housesBrione Verzasca

A Brione Verzasca i bimbi comperano un gelato e scoprono un discreto parco giochi. Agli adulti ci pensa Silvia, con la fedele guida del Touring sempre a portata di tasca. Oltre a esplorare le viuzze di questo splendido villaggio di pietra, ci fa notare il castello dei Marcacci e soprattutto la chiesa della Madonna Assunta con il suo pregiato ciclo degli affreschi di Giovanni Baronzio, della scuola riminese di Giotto. A Ganne torniamo a piedi, camminando lungo la strada, in meno di 30 minuti.

brione verzasca, castello marcacci

Il Ponte dei Salti e la diga della Verzasca

Sulla via del ritorno, come promesso, facciamo una sosta al Ponte dei Salti a Lavertezzo (quello con le gobbe), che è piaciuto davvero tanto e che è l’attrazione più conosciuta della Val Verzasca. Anche a fine pomeriggio però è parecchio affollato, quindi ci accontentiamo di scattare alcune foto, mentre i bimbi lo percorrono a corsa più volte. La tappa finale della giornata è alla diga della Verzasca (Goldeneye!), ma ormai è troppo tardi per vedere qualcuno saltare. Stefano vorrebbe, e chiede ad uno dei responsabili del bungee-jumping l’età minima… non c’è limite di età ma di peso: 45 kg! Papà tira un sospiro di sollievo: è piccolo e magro, ne riparleremo fra molti anni!

diga della verzasca - verzasca dam

 

You Might Also Like